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Vado Ligure. Il giudice per l'udienza preliminare Francesco Meloni ha deciso nel pomeriggio di rinviare a giudizio i 26 imputati, tra dirigenti e membri del Cda di Tirreno Power. Tra le persone rinviate a giudizio c'è il Direttore Generale di Tirreno Power, in carica tra il 2003 e il 2014, Giovanni Gosio e Massimo Orlandi, Presidente del Consiglio di Amministrazione, oltre a manager, consiglieri e direttori di ripartimento. La prima udienza del maxi processo ai manager dell'ex centrale a carbone di Vado Ligure è stata fissata per l'11 dicembre in tribunale a Savona.

La posizione di tutti i politici e degli amministratori locali era stata archiviata, così come quella di numerosi altri indagati. Tirreno Power ha sempre rispettato scrupolosamente tutte le leggi che regolavano l'esercizio della centrale alimentata a carbone e tutti i limiti di emissione, fatto non contestato dalla stessa accusa. Secondo l'accusa per responsabilità della Tirreno Power si sarebbero verificate 427 morti definite "anomale" tra il 2000 e il 2007 per malattie respiratorie e cardiovascolari.

Il procedimento era poi culminato nel sequestro della centrale di Vado Ligure, l'11 marzo del 2014, per presunte violazione all'Aia (Autorizzazione d'Impatto Ambientale). "La gravità della situazione è stata recentemente confermata anche da uno studio del CNR non ancora agli atti del processo ma che non potrà che aumentare la valutazione di gravità dei fatti, confermando quello che tutte le associazioni ambientaliste, i comitati di cittadini, la rete savonese Fermiamo il carbone, hanno sempre sostenuto nelle denunce sui pericoli ambientali e sanitari per i cittadini ed i lavoratori causati dalla attività della centrale". "Oltre a 450 bambini ricoverati per patologie respiratorie e attacchi d'asma, tra il 2005 e il 2012".

L'accusa è che le emissioni provenienti dalla centrale abbiano causato un forte aumento dell'inquinamento che avrebbe provocato danni ambientali e sanitari, causando appunto la mortalità dei residenti.

"Un passaggio obbligato dopo un decennio di indagini e imputazioni che si sono progressivamente alleggerite e l'occasione per fare finalmente chiarezza su una vicenda in cui alcuni consulenti tecnici della procura sono i medesimi che avevano chiesto la chiusura dell'impianto a carbone e le cui metodologie sono già state sconfessate in altre sentenze".

Santo Grammatico, presidente di Legambiente Liguria e l'avvocato Stefano Bigliazzi, presidente del Centro di azione giuridica di Legambiente Liguria, aggiungono: "Siamo fiduciosi che il dibattimento dimostrerà la fondatezza delle accuse".

I parlamentari liguri del M5S chiedono ora che il ministero della Salute segua l'approccio del ministero dell'Ambiente costituendosi anch'esso parte civile nel procedimento.


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