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A una settimana dal presunto attacco chimico alla città siriana di Duma, ha ordinato la rappresaglia in Siria in stretto coordinamento con Londra e Parigi. I nostri avvisi sono stati inascoltati. "Oggi Washington ha usato i media invece della provetta". L'attacco, condotto con missili Tomahawk, ha colpito obbiettivo sensibili della Siria. "E se Assad e i suoi generali assassini dovessero perpetrare un altro attacco con armi chimiche, dovranno rispondere ancora di più alle loro responsabilità".

"Gli Stati Uniti e i loro alleati hanno realizzato l'attacco contro la Siria nel momento in cui il Paese aveva la possibilità di un futuro pacifico". L'impressione di molti osservatori però è che gli obiettivi da colpire siano stati condivisi con Mosca, non fosse altro che per evitare incidenti e non colpire personale o postazioni russe in Siria. "Oltre 100 missili sono stati lanciati contro obiettivi militari e civili in Siria da navi statunitensi, britanniche e francesi", ha affermato il ministero citato dalla Tass. Mosca ha intenzione di chiedere una riunione di emergenza del Consiglio di sicurezza dell'Onu.

L'attacco occidentale, senza un regolare mandato da parte del Consiglio di sicurezza dell'Onu, è una violazione del diritto internazionale, ha aggiunto Putin, citato dalla tv filo-Cremlino Russia Today. Il presidente russo ha definito l'attacco occidentale contro la Siria "un atto di aggressione" contro un Paese che sta combattendo il terrorismo sul suo territorio. Il Ministero della Difesa ha riferito che il 14 aprile dalle 3.42 alle 5.10 gli aerei americani, in collaborazione con le forze aeree di Gran Bretagna e Francia, hanno bombardato le strutture militari e le infrastrutture civili della Siria.

"Mentre Assad deve essere ritenuto responsabile per l'uso illegale di armi chimiche contro i civili, i bombardamenti che sono stati portati a termine senza il benestare del Congresso sono inaccettabili", ha commentato il senatore dem Bob Casey, spiegando come la costituzione Usa non prevede che il presidente abbia l'autorità di decidere da solo un attacco militare. Lo sostiene il ministero della Difesa russo.

Intanto la prima reazione di Damasco è tesa a sminuire i risultati dell'operazione degli Usa e dei suoi alleati: se i raid sono finiti qui, hanno affermato fonti del governo di Damasco, i danni sono limitati.


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