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Le accuse sono, a vario titolo, di turbata liberta' degli incanti, abuso d'ufficio e corruzione. Tra gli arrestati anche Duccio Astaldi, presidente del consiglio di gestione della Condotte SpA, impresa italiana leader nel settore delle costruzioni.

L'indagine, coordinata dal procuratore Maurizio De Lucia, parte da una segnalazione del Tar fatta direttamente alla Procura di Messina.

Nei giorni scorsi la deputata regionale del M5S Stefania Campo ha presentato una mozione proprio sullo stop ai cantieri lungo l'autostrada Rosolini-Modica per accendere i riflettori sui ritardi nella realizzazione dell'opera e sul rischio che potesse trasformarsi in una nuova eterna incompiuta made in Sicily, mentre da mesi circa 400 operai delle 24 aziende dell'indotto sono senza stipendio perché la Regione per via dei mancati pagamenti da parte della Regione alla società appaltante Consorzio autostrade siciliane (Cas). In carcere, invece, sono finiti il finanziere Nicola Armonium e Antonino Gazzarra, vicepresidente del Cas. I funzionari avrebbero fissato varie sedute con la Cosige, fingendo di aver bisogno di chiarimenti, per dimostrare solo formalmente una solerzia particolare prima della scelta della ditta.

Oltre alle sei persone raggiunte oggi dalle ordinanze di custodia cautelare, risultano indagati altri 5 soggetti: il direttore generale pro tempore del Cas, Maurizio Trainiti, e i componenti della commissione chiamata a verificare la congruità delle offerte (Corrado Magro, Pietro Mandanici, Antonino Recupero e Sebastiano Sudano).

Nel contratto d'appalto sarebbe stata inserita una clausola che prevedeva la possibilità di posticipare i termini di consegna del lotto prioritario e di ultimazione dell'opera. All'origine di questi condizionamenti ci sarebbero stati i vertici del Cas e consulenti legati ad ambienti politici e amministrativi regionali.

Contemporaneamente Gaspare Sceusa, responsabile diretto del procedimento di appalto, avrebbe autorizzato in maniera totalmente illegittima la Cosige a stipulare un contratto di sub-appalto con un'altra società, la Pachira Partners, per una presunta consulenza legale. Un'analisi dei subappalti avrebbe inoltre rivelato la presenza di un singolare affidamento di servizi di consulenza alla milanese Pachira Partners, per l'importo di un milione 650mila euro. Ma la somma in realtà, secondo i magistrati, sarebbe stata una provvista creata dalla società vincitrice dell'appalto per "remunerare" il vicepresidente del Cas Gazzarra: una mazzetta vera e propria. Una tangente a tutti gli effetti. "Gazzarra ha nascosto 300 mila euro..." "Sinceramente si prendono i soldi!, so soltanto che è un metodo d'azzardo...se si viene a scoprire ..." "Per fortuna nascondono...stai a sentirmi...l'hanno sempre fatto!".


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