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Era il 2007 quando nel conto del Movimento Italiani nel Mondo del senatore De Gregorio arrivarono 3 milioni di euro da parte di Silvio Berlusconi: il Cavaliere dichiarò che la sua altro non era che una semplice donazione ma i giudici del tribunale di Napoli, che nel 2015 condannarono in primo grado Berlusconi a 3 anni di reclusione, si dissero convinti che il leader di Forza Italia aveva "pacificamente agito come privato corruttore e non certo come parlamentare nell'esercizio delle sue funzioni".

Silvio Berlusconi e Sergio De Gregorio, come scrivono alcuni quotidiani, potrebbero dover risarcire lo Stato italiano per il danno di immagine provocato al Paese dalla caduta del secondo governo di Romano Prodi a cui segui l'impennata dello spread. L'ipotesi dei pm contabili è che il boom dello spread possa essere contestato proprio ai protagonisti della compravendita di senatori che portò al crollo del governo Prodi. In appello, il 20 aprile 2017, era arrivata la prescrizione.

L'inchiesta dei magistrati contabili è partita dopo la fine del processo penale a carico di Berlusconi. In questo caso, se il danno viene accertato - come riporta Repubblica - la Corte può arrivare a chiedere "fino al doppio del valore della tangente pagata o intascata da un pubblico ufficiale o da un dipendente della pubblica amministrazione".

In sostanza, con il nuovo procedimento, la Corte dei Conti mira a indagare nuovamente sulla vicenda e a chiedere un maxi-risarcimento per danno d'immagine subito dallo Stato connesso anche alla diretta crescita dello spread, che alla fine del Berlusconi VI arrivò a oltrepassare il 522 punti, direttamente a Silvio Berlusconi, che in caso di condanna finirebbe per pagare di tasca propria.


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