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La lista dei brand che rinunciano alle pellicce si arricchisce di due nomi importanti: Versace e Furla, infatti, hanno dichiarato la loro intenzione di non usare più pellicce nei loro prodotti.

La svolta eco-sostenibile di Versace sarà attuata a partire dalla prossima primavera/estate 2019.

Donatella Versace annuncia la svolta eco-friendly della griffe.

In un'intervista al Sole 24 Ore del 28 febbraio scorso, Roberto Scarpella, presidente dell'Associazione italiana pellicceria (Aip), ha dichiarato che nel 2017 la produzione "facon" è cresciuta del 9,6% a 550 milioni; il segmento wholesale e quello retail sono aumentati del 4% a 736 milioni e 1,37 miliardi. Ma come designer, la Versace si è spostata verso un'agenda più socialmente consapevole nelle ultime stagioni: le tendenze nella moda si sono sempre evolute, ed è dunque giunto il momento di relegare alla storia la moda di indossare pellicce di animali che non ci sono più.

La scelta fa parte di un progetto più ampio della maison, che si è posta l'obiettivo di cercare il più possibile di essee "green".

Il primo risultato è stato l'apertura di una nuova boutique a Londra, in Sloane Street, la prima ad avere la certificazione Leed [tipo di certificazione di ecosostenibilità applicata agli edifici, n.d.r.].

I prodotti in pelliccia rappresentano solo una parte minoritaria dell'offerta di Versace. "Questa decisione è un tassello di un più ampio programma di innovazione sostenibile per Versace, che include non solo un forte impegno a collaborare con tutta la nostra filiera, ma anche un profondo cambiamento culturale del quale beneficeranno tutti i dipendenti" afferma il Ceo Jonathan Akeroyd. Ora, grazie alle politiche animaliste e le campagne di sensibilizzazione portate avanti da PETA, questi outfit sembrano essere definitivamente tramontati e passati di moda, anche perché con le nuove tecnologie è possibile produrre capi ecologici di elevata qualità.


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