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In chiusura un piccolo spiraglio: "Qualunque sarà la scelta mi metto a disposizione per dare una mano - conclude il governatore lombardo - Mi auguro solo che Berlusconi, Salvini e la Meloni facciano in fretta e scelgano rapidamente, aspetto solo di sapere chi sarà". La Lega certamente non vuole rinunciare alla Lombardia e ha già proposto il nome di Attilio Fontana, ex sindaco di Varese, ponendo il veto su Mariastella Gelmini, esponente di Forza Italia.

Immediato anche il commento del candidato per il centrosinistra Giorgio Gori, che dopo aver preparato per mesi il confronto con Maroni, si troverà di fronte un diverso oppositore: "Il mio avversario è sceso dal ring - ha scritto sul proprio profilo Facebook l'ex sindaco di Bergamo - ma noi continuiamo la nostra marcia, qualunque sia il nome del nuovo competitor".

Più che un sospetto: a domanda risponde che non esclude la candidatura in Parlamento, con la classica formula del "Se mi viene chiesto". La sua candidatura ufficiale potrebbe essere presentata già nel pomeriggio. Quindi Matteo Salvini: "Se lasci il tuo incarico in Regione Lombardia che vale molto di più di tanti ministeri evidentemente in politica non puoi più fare altro".

"Una storia d'amore che non finisce", così il governatore uscente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, definisce il suo rapporto con la politica nel corso della conferenza appena tenutasi a Milano, alle ore 12 di lunedì 8 Gennaio. "Salvini premier è una prospettiva che condivido e sostengo". Se si somma anche il peso che il Cavaliere ha sulla quarta gamba della coalizione (molti sono passati in precedenza da Forza Italia e dintorni, gente con la quale Berlusconi ha mantenuto solidi rapporti) i sospetti crescono. "È una decisione mia personale per la quale chiedo a tutti rispetto". "I Cinque Stelle non hanno mai amministrato neppure un condominio, e i risultati si vedono, quando - come avviene a Roma - hanno delle responsabilità di gestione". Quella che nelle intenzioni del Carroccio doveva essere una staffetta lampo, per limitare il contraccolpo dell'improvviso addio di Roberto Maroni a un bis in Lombardia, avrà bisogno di altre 24 ore di tempo. Ossia che Berlusconi in realtà, più che affondare Salvini con l'arma di Maroni, stia tentando in Lombardia le prove di "grande intesa" con il Pd per il dopo voto. Come a rimarcare che se tali motivi ci sono, questo non potrà che valere anche per futuri incarichi di governo.


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