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Besnier, in un'intervista al Journal du Dimanche, ha promesso che le famiglie colpite dalla salmonella saranno risarcite e ha negato che l'azienda abbia cercato di nascondere la contaminazione dell'impianto: "Ci saranno delle indagini alle quali collaboreremo pienamente". "Lactalis - aveva spiegato un portavoce in una conferenza stampa convocata dall'azienda - rinnova le sue scuse ai genitori che hanno comprato latte che potrebbe essere contaminato dalla salmonella e assicura di lavorare in perfetta collaborazione con lo Stato francese fin dall'inizio del caso". Ancora più grave il fatto che il latte contaminato sia rimasto sugli scaffali di molti supermercati anche dopo che la Lactalis aveva chiesto già a dicembre di ritirare tonnellate del prodotto. "Questi gruppi della grande distribuzione hanno ammesso "errori" ma accusano Lactalis di "confusione" nella gestione della crisi, per aver trasmesso in modo errato i riferimenti dei prodotti a rischio".

Lactalis, che in Italia controlla Parlamat, ha precisato che i prodotti interessati dai richiami di dicembre non vengono commercializzati in Italia. A distanza di settimane scopriamo che il latte ha continuato ad esser regolarmente venduto nonostante l'allarme dell'agenzia per la protezione dei consumatori francesi che ha avviato anche un'indagine. "Anche perché - ricorda Luongo - lo stabilimento coinvolto nello scandalo è lo stesso che già nel 2005 era stato incriminato per alcuni casi di salmonella". E secondo i primi accertamenti dell'Institut Pasteur il batterio riscontrato quest'anno tra i neonati malati è dello stesso tipo di quello scoperto dodici anni fa. Il Canard Enchainé ha scritto che i controlli sanitari dei veterinari non sarebbero stati conformi alla legge negli ultimi anni. Alcuni marchi della grande distribuzione, come Intermarché, in alcuni casi hanno deciso di non vendere più nessuno dei prodotti del gruppo. Le associazioni di consumatori francesi si preparano a dare battaglia, con gli avvocati che preparano una mega-causa. "La sicurezza alimentare di tutti i cittadini, francesi ed europei, è una priorità che deve essere garantita ai maggiori livelli: non ci sarà alcuna tolleranza", ha spiegato Macron, che non ha escluso possano essere presi provvedimenti sanzionatori.


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