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Secondo i magistrati, infatti, non sarebbe stato commesso insider trading perché nella telefonata "De Benedetti si limita ad affermare di aver appreso di un intervento: espressione polivalente che nulla apporta in più rispetto a quanto ben noto a Bolengo. Se vuole glielo faccio studiare, uno di quelli che potrebbe avere maggiore impatto e poi però bisognerebbe coprirlo con qualcosa".

Un'intercettazione che mette nei guai Carlo De Benedetti, ma soprattutto imbarazza Matteo Renzi in piena campagna elettorale. Il contenuto della conversazione, finora rimasta segreta, fa parte di una richiesta di archiviazione della Procura di Roma nei confronti di Bolengo, indagato per ostacolo alla vigilanza, consegnata alla Commissione parlamentare di inchiesta sulle banche.

Il 13 febbraio scorso il presidente Giuseppe Vegas spiegò come la Consob "ha rilevato la presenza di alcuni intermediari con un'operatività potenzialmente anomala" con acquisti effettuati prima del 16 gennaio, ovvero prima che si sapesse "dell'intenzione del governo di adottare il provvedimento".

Carlo De Benedetti investì cinque milioni di euro in Borsa con Romed spa guadagnando 600 mila euro prima del decreto del governo sulle Popolari.

Questa la conversazione tra l'ingegnere è Gianluca Bolengo, banker di Intermonte sim, riferita da La Stampa e avvenuta 4 giorni prima che il consiglio dei ministri guidato dallallora premier Matteo Renzi approdò il decreto sulla riforma delle popolari che impone a queste di trasformarsi in società per azioni. "I magistrati hanno sollecitato l'archiviazione dell'inchiesta perché sia Renzi sia De Benedetti, interrogati dai pubblici ministeri, hanno escluso di essere entrati nel merito del testo poi approvato a Palazzo Chigi", spiega il Corriere della Sera. Tra i casi citati non solo quello di De Benedetti, ma anche quello del finanziere Davide Serra, che avrebbe ottenuto guadagni con la sua Algebris.

De Benedetti: Togliendo la Popolare di Vicenza.

È il 16 gennaio 2015. Il colloquio veniva registrato come previsto dalla norma sulle intermediazioni finanziarie. Sono davvero in pochi a saperlo, anche perché è inusuale che una riforma del genere passi per decreto d'urgenza. I due confermano di essersi sentiti in quei giorni ma "negano di essersi scambiati informazioni privilegiate".

De Benedetti non è preciso sulla seconda (parla in sostanza di un intervento che si "sarebbe realizzato in tempi brevi") e sulla prima la versione della Procura è che è Bolengo "a utilizzare in modo del tutto generico e, palesemente, senza connotazione tecnica, la parola 'decreto'".

Ora però dovrà essere anche la Commissione parlamentare ad esprimersi nell'ambito della "relazione sugli accertamenti compiuti negli ultimi mesi sulla gestione della crisi delle banche Popolari che ha causato - scrive il Corriere - perdite per milioni di euro e ha coinvolto migliaia di risparmiatori".


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