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"L'Abruzzo dovrebbe essere valorizzato con altri tipi di interventi che abbiano un senso e non penalizzarla da un punto di vista ambientale, per questo chiediamo le dimissioni della Giunta regionale e del sottosegretario Mario Mazzocca". "Sulla domanda di conferimento di rifiuti indifferenziati noi siamo orientati a dare tre mesi di accoglimento". D'Alfonso ribatte anche a Luigi Di Maio, candidato premier dei 5 Stelle, che a Porta a Porta ha dichiarato: "I presidenti di Emilia-Romagna, Abruzzo e Lazio sono dello stesso partito, usano i romani per la campagna elettorali, stanno maliziosamente rilasciando interviste e temporeggiando per la campagna".

"Ho ribadito - precisa D'Alfonso in un post facebook - che non ci sottrarremo ad una collaborazione istituzionale ma ho chiesto che vi sia chiarezza su quattro condizioni: 1) il quantitativo dei rifiuti oggetto dell'emergenza; 2) l'arco temporale in cui si dispiegherà; 3) l'itinerario dei camion adibiti al trasporto e l'impatto sulla viabilità minore una volta che i mezzi usciranno dall'autostrada; 4) il quadro complessivo dello sforzo straordinario che intende attuare il Comune di Roma, per capire in quali termini verrà risolta l'emergenza".

In questi anni, "i consiglieri regionali M5S - attenti a sottolineare ogni stortura - hanno fatto finta di non vedere che la Giunta regionale approvava deroghe continue per ricevere, in caso d'urgenza, l'immondizia di Roma negli impianti della provincia dell'Aquila". "Questa mattina ci sono dei contatti tra le strutture tecniche per consentire quella che nell'attività amministrativa si chiama istruttoria".

Stando alle parole del Presidente, non si sono avute risposte da parte della giunta capitolina, ma le strutture tecniche dei vertici dell'Ama con quelli dell'assessorato all'Ecologia della Regione Abbruzzo sono in contatto. Poi proverò a cercare il presidente di Ama e vediamo se esiste anche una solerzia a livello politico", spiega D'Alfonso che conclude dicendo "abbiamo 250 mila tonnellate di capacità di accoglimento in più rispetto a quelle che sono le nostre esigenze.

Precedentemente si era parlato di portare questi rifiuti in Emilia Romagna, ma, secondo Giuliante, "l'accordo è fallito anche perché a Parma c'è una centrale di stoccaggio e ammettere il fallimento al sindaco Pizzarotti, ex grillino, sarebbe stato un dazio troppo alto da pagare".

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