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"Certamente Italia, Germania e Francia hanno bisogno di essere tra i promotori di un'Europa più ambiziosa e dentro questo progetto il fatto che tra i nostri due Paesi si strutturi meglio la collaborazione è assolutamente fondamentale". "E non è in concorrenza né inferiore ma perfettamente complementare con quello franco-tedesco. Il rapporto è forte a tutti i livelli e abbiamo voluto dargli una forma nuova con il Trattato del Quirinale". "E' per aver abbandonato l'ambizione che abbiamo lasciato crescere i populismi", ha poi detto Macron, rispondendo a una domanda sul rischio che un'Europa a più velocità alimenti i populismi. Come ha ricordato il capo dell'Eliseo, esiste "già un'Europa a più velocità, bisogna vedere come avere un'Europa che acceleri: con la situazione istituzionale di oggi, l'Europa indietreggia mentre noi siamo per un'Europa che avanzi, una potenza economica e sociale aperta a chi vuole seguire". "Esprimo tutto il mio rispetto per il lavoro condotto e la qualità della cooperazione". Su questo tema, Gentiloni ha poi precisato: "Dobbiamo accogliere i rifugiati che hanno diritto d'asilo, dobbiamo velocizzare le procedure e dobbiamo trasformare il grande fenomeno migratorio che viene dall'Africa da fenomeno complementare e illegale a fenomeno gestibile, sicuro e legale". Paolo Gentiloni ha ribadito durante le sue recenti dichiarazioni, come fece da ministro degli esteri, che guardava con invidia il funzionamento del trattato franco-tedesco dell'Eliseo, firmato nel 1963, e che prevede scambi organici di funzionari, ma anche organizzazione di consigli di ministri bilaterali comuni.

Italia e Francia stringono per volere del presidente Macron e del premier Gentiloni il Trattato del Quirinale, nel segno di una nuova e rinnovata volontà di collaborare insieme con obiettivi chiari e precisi. Spetterà al popolo italiano decidere ed esprimersi ma consentitemi di dire che l'Europa ha avuto molta fortuna ad averlo. Riguardo l'Europa il presidente francese ha auspicato che "il 2018 sia un anno utile e anche di rifondazione". Un'Italia che crede nell'Ue è buona e positiva per l'Europa: "mi auguro che possiamo continuare il lavoro importante e ambizioso che abbiamo avviato". Ma questo potrebbe rappresentare un non-problema, in quanto la Germania si trova a disagio quando deve esercitare una leadership e nulla vieta che ulteriori meccanismi approfondiscano la cooperazione italo-tedesca. "Continueremo con l'ambizione fra i nostri paesi e l'ambizione europea". Un'altra occasione per delineare le linee future dell'Europa che verrà, nella convinzione - ha sottolineato Macron - che "dobbiamo prendere decisioni molto importanti e dare prospettive per il decennio che ci aspetta". Il processo - prosegue il premier - non può essere condizionato dal vagone più lento del nostro treno.


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