KXIP vs KKR Live Score

Gli occupati in Italia toccano la quota record di 23,183 milioni di unità a novembre. Tra i 35 e i 49 anni si sono persi 161.000 occupati. In crescita e al dato più alto di sempre l'occupazione femminile, al 49,2%. Il tasso di occupazione è salito al 58,4% (+0,2 punti percentuali). L'aumento è determinato esclusivamente dai dipendenti a termine, mentre calano i permanenti e rimangono stabili gli indipendenti. In lieve calo i lavoratori indipendenti. In valori assoluti aumentano soprattutto gli occupati ultracinquantenni ma anche i 15-34enni, mentre calano i 35-49enni.

Secondo i dati diffusi dall'Istat, il tasso di disoccupazione dei giovani fra i 15 e i 24 anni è calato al 32,7%, scendendo di 1,3 punti rispetto a ottobre e del 7,2% rispetto a novembre 2016.

Tutti i diritti di utilizzazione economica previsti dalla legge n. 633/1941 sui testi da Lei concepiti ed elaborati ed a noi inviati per la pubblicazione, vengono da Lei ceduti in via esclusiva e definitiva alla nostra società, che avrà pertanto ogni più ampio diritto di utilizzare detti testi, ivi compreso - a titolo esemplificativo - il diritto di riprodurre, pubblicare, diffondere a mezzo stampa e/o con ogni altro tipo di supporto o mezzo e comunque in ogni forma o modo, anche se attualmente non esistenti, sui propri mezzi, nonché di cedere a terzi tali diritti, senza corrispettivo in Suo favore. Quella più bassa si registra invece in Repubblica Ceca (5%) e Germania (6,6%).

Torna a crescere la stima degli occupati, con un +0,3% rispetto a ottobre, pari a un incremento di 65mila unità. I giovani senza lavoro scendono al 32,7% (-1,3 punti), il minimo da gennaio 2012.

Il tasso di occupazione in questa fascia di età è al 17,7% con un aumento di 0,5 punti rispetto a ottobre e di 1,4 punti rispetto a novembre 2016. L'aumento dell'occupazione, soprattutto a causa dell'andamento demografico e della stretta sull'accesso alla pensione, si concentra tra gli over 50 che segnano una crescita di 52.000 occupati su ottobre e di 396.000 occupati su novembre 2016.

Ma se aumentano i tempi determinati, le retribuzioni diminuiscono?

Segnali positivi dall'Istat sul fronte lavoro.

I dati scatenano la solita polemica in chiave elettorale.

Dati positivi anche per il segretario confederale Uil Loy, preoccupato però per il boom dei contratti a termine. Secondo l'Istituto si tratta del livello più alto dal 1977. Si può e si deve fare ancora meglio. "Servono più che mai impegno e serietà, non certo una girandola di illusioni".


COMMENTI