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Calenda su 'declino Capitale' - "Non possiamo pensare di stare fermi sulla riva ed aspettare che passi il cadavere della Capitale" avverte il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda che, in occasione dell'incontro 'Una costituente per Roma', torna a rilanciare la necessità di andare avanti con un tavolo istituzionale per la Capitale. "Un po' perché ci sono questioni sedimentate da tanto tempo che anche l'amministrazione più efficiente farebbe fatica".

Roma, 12 gen. (askanews) - "Il governo non sta alla finestra rispetto alla crisi e alle difficoltà" che vive Roma "quali che siano gli intenti polemici, il governo non ci si è mai prestato". "Quando il governo ha promosso il tavolo su Roma qualcuno ha alzato il sopracciglio", ha spiegato, "ma noi siamo il governo della Repubblica e nei confronti di una città come Roma abbiamo ovviamente un atteggiamento di collaborazione, anche se talvolta non sempre è facile che ci sia da entrambe le parti per una certa sospettosa riluttanza ad affrontare questo confronto". E ancora: "Il governo c'è, apprezza lo sforzo per dare alla città un respiro lungo e sollecita tutti ad avere per Roma l'ambizione universale che questa città merita". "Questo è il secolo delle città, nella competizione tra città ci sono alcuni obiettivi ai quali non si può rinunciare: la convivenza sociale - ha aggiunto - la qualità ambientale, la competitività economica, ma c'è qualcosa di più per Roma, quello di avere uno sguardo globale, solo così ti occupi dei romani, è difficile sezionare ogni problema, devi dare un traguardo e un orizzonte, partecipare alla competizione internazionale".

Giachetti, già candidato-sindaco e vicepresidente della Camera uscente, ha lanciato "un patto costituente per Roma, che guardi al 2021 a prescindere da chi sarà il prossimo sindaco, che coinvolga tutte le forze politiche". "Le risposte della sindaca sono 'non vengo, forse mando qualcuno, non posso fare la delibera.'", ha aggiunto chiedendo che Virginia Raggi partecipi "in prima persona, mettendoci capitale politico e di lavoro". "La crisi di Roma -ha premesso il ministro Calenda- è anche la crisi della struttura industriale della città. Roma ha perso la poesia e la concretezza, perché è mancata la collaborazione tra le due cose", ha proseguito Calenda.

"Non si può non guardare a Roma se non con la prospettiva di lungo termine" ha detto ancora il premier. Assente, proprio la destinataria del j'accuse del premier, Virginia Raggi. Calenda e Delrio, ha ironizzato, "hanno scoperto tardi la difficoltà di parlarci...".


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