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Citta' del Vaticano, 22 gen. (AdnKronos) - "Bisogna reagire a una cultura della paura che, seppur in taluni casi comprensibile, non puo' mai tramutarsi in xenofobia o addirittura evocare discorsi sulla razza che pensavamo fossero sepolti definitivamente". Sono le tre raccomandazioni che il Presidente della Cei, il cardinal Gualtiero Bassetti, rivolge ai cattolici impegnati in politica a poco più di un mese dal voto del 4 marzo, nel corso della sua prolusione che inaugura la sessione invernale del Consiglio episcopale permanente della Cei.

"La Chiesa non è un partito e non stringe accordi con alcun soggetto politico". Per molti presuli i grillini sono ancora un'incognita, e se non manca chi ha esplorato le convergenze il movimento, con abboccamenti o ballon d'essai, non si può parlare di una generalizzata sintonia. Lo ha detto a chiare lettere il presidente Cei, card. "L'antisemitismo è inammissibile e noi siamo spiritualmente semiti", aggiunge il Cardinale, citando Pio XI. I poveri, tutti i poveri, "anche quelli forestieri di cui non sappiamo nulla", scandisce Bassetti per sgombare il campo da ogni dubbio, dice letteralmente, "appartengono alla Chiesa per 'diritto evangelico' e in virtù di questo diritto, non certo in nome di una rivendicazione sociale, ogni cristiano è chiamato ad andare verso di loro con un atteggiamento di comprensione e compassione". Una presa di posizione a tutto tondo, che si inserisce in un periodo in cui la politica si prepara alla campagna elettorale, con promesse e frasi razziste. "Perché la politica è vocazione, non un trampolino di lancio verso il potere". Bisogna infatti "ricostruire la speranza, ricucire il Paese, pacificare la società".

"Lavorare meglio, lavorare tutti". "Il nostro Paese sembra segnato da un clima di 'rancore socialè, alimentato da una complessa congiuntura economica, da una diffusa precarietà lavorativa e dall'emergere di paure collettive". Allarme sulla povertà e sul lavoro, "vera emergenza sociale". La "emergenza" del lavoro, ha proseguito, è "resa ancora più impellente dai dati relativi alla disoccupazione giovanile: sono troppi i nostri ragazzi che vengono ingiustamente mortificati nel loro talento e duramente provati nelle loro aspettative di vita, costringendoli spesso ad un'amara e dolorosa emigrazione". Vi è poi "l'urgenza spirituale di ricucire ciò che è sfilacciato". "Altrettanto immorale - ha aggiunto - è speculare sulle paure della gente: al riguardo, bisogna essere coscienti che quando si soffia sul fuoco le scintille possono volare lontano e infiammare la casa comune, la casa di tutti". Quanto al Partito democratico, che pure ha dato alla maggioranza dell'episcopato qualche dispiacere, dalle unioni civili al testamento biologico, è innegabile che non pochi vescovi abbiano apprezzato la forza tranquilla di Paolo Gentiloni, l'impegno di ministri come Beatrice Lorenzin, Graziano Delrio, nonché - è stato Bassetti in persona a testimoniarlo - Marco Minniti. Sono due temi speculari, due facce della stessa medaglia, due campi complementari e non scindibili. "Non è in alcun modo giustificabile chiudere gli occhi su un aspetto e considerare una parte come il tutto". "Un bambino nel grembo materno e un clochard, un migrante e una schiava della prostituzione hanno la stessa necessità di essere difesi nella loro incalpestabile dignità personale". Immancabile ovviamente anche un riferimento alle famiglie, che sono "il motore sociale del paese:è urgente e doveroso aiutare, curare e sostenere, in ogni modo possibile, le famiglie italiane". E di essere liberati dalla schiavitù del commercio del corpo umano, dall'affermazione di una tecnoscienza pervasiva e dalla diffusione di una mentalità nichilista e consumista.


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