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La Procura di Roma ha chiesto al gip Gaspare Sturzo di prorogare di ulteriori sei mesi le indagini aperte nei confronti di altre undici persone, in relazione ai vari filoni di inchiesta sulla vicenda Consip.

A tirare in ballo Lotti era stato l'ex Ad di Consip Luigi Marroni, sostenendo davanti ai pm napoletani Henry John Woodcock e Celeste Carrano di essere stato informato anche da lui di un'inchiesta sui vertici della Centrale acquisti della pubblica amministrazione.

Il Gip di Roma ha acconsentito alla proroga delle indagini per 6 mesi sulla vicenda Consip.

L'avviso è stato quindi recapitato al ministro dello Sport Luca Lotti, a Tiziano Renzi, padre dell'ex premier Mateeo, al generale Tullio del Sette, agli imprenditori Alfredo Romeo e Carlo Russo, all'ex parlamentare Italo Bocchino, al generale Emanuele Saltalamacchia, all'ex manager della centrale acquisti della Pa Domenico Casalino, a Francesco Licci, all'ad di Grandi Stazioni, Silvio Gizzi, al presidente Publiacqua, società partecipata del Comune di Firenze, Filippo Vannoni e a Luigi Ferrara. Tutti hanno facoltà di presentare una memoria entro cinque giorni dalla notificazione.

Sono accusati di violazione di segreto e favoreggiamento, ma il fascicolo CONSIP dei procuratori comprende diversi altri episodi e riguarda presunti reati differenti. Si tratterebbe della seconda proroga alle indagini, iniziate con l'iscrizione da parte degli inquirenti romani nel registro degli indagati che risale alla vigilia di Natale 2016.

Quest'ultimo, sentito successivamente dai magistrati di Roma, ha ritrattato in parte le sue accuse, finendo a sua volta sotto inchiesta per favoreggiamento. Sul fronte dell'indagine che attiene alle "gare Consip e Grandi Stazioni ed alle ipotesi di turbativa delle gare indette da tali stazioni appaltanti, è in corso una complessa attività di analisi della documentazione acquisita, accompagnata da attività di raccolta informazioni da parte di persone informate sui fatti".


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