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Almeno quattro attacchi contro chiese cattoliche sono stati compiuti in diverse zone di Santiago del Cile, per protestare contro la visita di Papa Francesco nel Paese, prevista dal 15 al 18 gennaio.

La presidente Michelle Bachelet ha espresso condanna precisando però che "quanto accaduto è molto strano perché non è qualcosa che si può attribuire a un gruppo specifico". Inoltre, secondo la Commissione nazionale incaricata della visita, tra i volontari ci sono più di 107 iscritti che hanno più di 70 anni, altri in sedia a rotelle e molti stranieri. In tre degli attacchi, le chiese hanno subito danni, soprattutto alle porte e alle facciate, mentre il quarto è stato neutralizzato dalla polizia. La vigilia della visita del Papa in Cile è tesa, si comprende allora il senso della frase del cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin, che ha pronosticato "un viaggio non semplice" questo del Santo Padre per i vari temi che verranno affrontati.

"Nel nostro Paese una grande parte dei media ha centrato la propria attenzione in episodi irrilevanti e ha identificato il Papa con determinate figure politiche o sociali". "Papa Francesco, le prossime bombe saranno sotto il tuo abito talare", questa l'intimidazione che gli hanno rivolto.

Padre Fernando Ibáñez, un sacerdote che vive in una delle parrocchie attaccate, quella di Sant'Isabella di Ungheria di Santiago, ha raccontato come già la notte prima dell'attentato un gruppo di persone si era avvicinato alla chiesa gridando parole oscene. Bachelet ha osservato che il governo ha fatto tutto quanto è in suo potere per la pianificazione e organizzazione del viaggio.

Oggi, inoltre, un gruppo di manifestanti capeggiati dall'ex candidata presidenziale Roxana Miranda, ha occupato la sede della nunziatura apostolica nella capitale cilena.

Mezz'ora dopo, un nuovo messaggio informa che i manifestanti sono detenuti in un ufficio dei carabinieri cileni nel quartiere di Providencia, insieme allo slogan "i soldi del fisco se li porta via Francisco". "Con umiltà e serenità chiediamo a quanti hanno realizzato questi atti - che sappiamo non rappresentare assolutamente il sentimento della grandissima maggioranza della popolazione - di riflettere sulla necessità che esistano rispetto e tolleranza tra tutti, per costruire una patria di fratelli".


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