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"La lezione l'abbiamo imparata, nulla sarà più come prima, e meno male, ma finisca questa caccia alle streghe". Per farli però ci vuole tempo, studio. "Riprendiamoci i rapporti tra uomo e donna e i giochi di seduzione che non hanno tempo".

L'unico appunto che si può fare a Benedetta follia è di voler citare, forse troppo, la precedente filmografia di Verdone, ma tutto sommato il gioco delle citazioni non infastidisce più di tanto, considerando l'amore del pubblico nei confronti di Verdone e dei suoi film. Secondo Verdone, "non sono in crisi solo le sale ma lo è anche la televisione". Certo non lo fa in modo barboso, a mo di seduta psicologica, al contrario con una commedia degli equivoci che mescola forme di narrazione classiche, rispetto alla stessa filmografia del regista romano, ad altre incredibilmente più attuali, grazie a due scrittori di razza come Nicola Guaglianone e Menotti. Così Carlo Verdone, al Museo del Cinema di Torino, per presentare il suo ultimo film 'Benedetta follia', sul tema del forte calo di pubblico registrato nel 2017 nelle sale. I due sceneggiatori hanno spinto lo stesso Verdone a esplorare territori mai affrontati prima, alquanto inediti, lontani dal suo iper realismo.

E visto che la realtà supera l'immaginazione, le vite di Guglielmo e Luna avranno dei risvolti totalmente inaspettati. "Ad esempio c'è una scena in cui Luna mi convince a prendere una pasticca, che mi trascina in un'esperienza particolare, piena di balletti, che sono stati curati da Luca Tomassini (che ha lavorato anche per Madonna, Whitney Houston e Michael Jackson, ndr)".

La storia di un ex motociclista divenuto proprietario di un negozio di articoli religiosi che si vede lasciato dalla moglie e costretto ad assumere una commessa fin troppo genuina tira fuori tutta la Benedetta Follia che uno dei nostri migliori registi ha sempre avuto, ma anche l'occasione di un confronto (allo specchio) con il passato e duetti generosi con la coprotagonista Ilenia Pastorelli, che dimostra che il David di Lo chiamavano Jeeg Robot non è affatto un caso fortunato. Una commedia tutta al femminile che parla a cuore aperto in maniera trasversale, anche ai più giovani - che potrebbero arrivare a capire un po' più a fondo i propri genitori oppure farsi trovare preparati dall'imminente futuro.


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