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La scoperta del nuovo esopianeta è stata possibile coniugando la potenza del Telescopio Spaziale Kepler e un'intelligenza artificiale di Google, plasmata sul cosiddetto "machine learning" o apprendimento automatico.

Il sistema di intelligenza artificiale di Google, grazie alla tecnologia dell'apprendimento delle macchine, è stato addestrato a riconoscere le variazioni di luminosità delle stelle registrate da Kepler, che indicano il transito di un pianeta percependo quel che era sfuggito agli astronomi. Applicando le reti neurali ai dati di Kepler, gli scienziati hanno trovato, per la prima volta, un ottavo pianeta nel sistema Kepler-90: ciò lega il sistema Kepler-90 al nostro sistema per la maggior parte dei pianeti in qualsiasi sistema noto.

Il fatto che siano 'simili' al nostro Pianeta, ovvero che abbiano una temperatura superficiale che consente la presenza di acqua allo stato liquido (presupposto fondamentale per l'esistenza di qualsiasi forma di vita), porta i 'profani' a pensare che su di essi si trovino forme extraterrestri. "È roccioso e così caldo da essere inospitale per la vita", ha spiegato Paul Hertz, direttore della divisione di astrofisica della Nasa a Washington.

Il sistema di Kepler-90 viene descritto come un "mini sistema solare". Partendo dai dati del telescopio Kepler, BigG ha dimostrato di poter avere un ruolo di primo piano nella scoperta di espianti. Tra le tante novità emerse c'è quella che nella nostra galassia (la Via Lattea), come già accennato all'inizio, ci potrebbero essere più pianeti che stelle! Distante 2'545 anni luce, la stella Kepler-90 tiene i suoi pianeti 'stretti' a sé, a una distanza inferiore a quella che separa la Terra dal Sole, con i più piccoli all'interno e i più grandi all'esterno, proprio come nel Sistema Solare.

L'idea di applicare una rete neurale ai dati di Kepler è stata di Christopher Shallue, ingegnere informatico del team di ricerca di Google AI.

Kepler ha prodotto un set di dati senza precedenti per la caccia ai pianeti extrasolari. Per dire il vero non è l'unico gioiello scovato: nel sistema Kepler-80 ha individuato un sesto pianeta, Kepler-80g. "Come pensavamo - ha detto Jessie Dotson, a capo del progetto Kepler alla Nasa - ci sono scoperte ancora nascoste nell'archivio dati di Kepler, in attesa che la tecnologia ci aiuti scovarle".


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