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Nel terzo trimestre del 2017 il tasso di disoccupazione è rimasto stabile all'11,2% come nel trimestre precedente. A confronto con l'anno prima invece la disoccupazione risulta diminuita di 0,4 punti percentuali.

La crescita congiunturale dell'occupazione, spiega l'Istat, è "dovuta all'ulteriore aumento dei dipendenti (+101mila, +0,6%), soltanto nella componente a tempo determinato a fronte della stabilità del tempo indeterminato".

L'occupazione continua la sua crescita: nel terzo trimestre le persone a lavoro aumentano rispetto al trimestre precedente di 79 mila unità (+0,3%) che su base annua diventano 303 mila (+1,3%), rileva ancora l'Istat.

Non solo, il tasso di occupazione è il più alto dal primo trimestre del 2009 e tocca il 58,1%. Quindi si tocca il valore massimo da almeno 24 anni. Un record storico soprattutto per i dipendenti a tempo terminato, cioè con contratto a termine. Nell'ultimo trimestre crescono del 3,9% su base congiunturale e del 13,4% su base annua. Il lavoro dipendente nel suo insieme mette così a segno un rialzo di 402 mila unità, in grado di controbilanciare la diminuzione degli "autonomi". Calano invece i lavoratori indipendenti come imprenditori e liberi professionisti: i dati che arrivano dall'Istituto di Ricerca registrano una diminuzione dello 0,4%. Sarebbe, secondo l'Istat, il picco più alto dal 1992.

l'Istat fa notare come come la crescita dell'occupazione riguardi "entrambi i generi e tutte le ripartizioni ed è più intensa per le donne e nel Mezzogiorno".

Nei mesi estivi - quelli del terzo trimestre dell'anno - è proseguito il il boom degli occupati a termine. Si tratta degli "inattivi", cioè coloro che vorrebbero lavorare ma non cercano un impiego perché ritengono di non riuscire a trovarlo. Nonostante diminuiscano di 100mila unità gli "scoraggiati", la loro categoria resta elevatissima, pari a 1 milione 651 mila.


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