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Il perfezionamento della transazione e' previsto entro fine 2017. La transazione porterà a circa 2,2 miliardi il totale delle cessioni di crediti in sofferenza realizzate da Carige nel secondo semestre dell'anno, a valere sul programma di 'de-risking' incluso nel piano industriale, che prevede di raggiungere un totale stock di credito deteriorato pari a circa 3,1 miliardi entro il 2020. Il valore della transazione è pari a 31 milioni anche in questo caso con effetti migliorativi rispetto a quanto previsto nel Piano Industriale.

Carige ha inoltre siglato con Credito Fondiario anche un accordo vincolante per la cessione della piattaforma di gestione dei crediti deteriorati e ha sottoscritto un contratto di servicing pluriennale. Il corrispettivo della transazione è pari a 265,7 milioni, corrispondenti ad un prezzo di cessione di circa il 22,1% del valore nominale lordo.

Il closing dell'operazione è previsto entro il primo semestre 2018.

Entrambe le operazioni giungono al termine di un processo competitivo che ha visto la partecipazione di oltre 30 investitori nazionali e internazionali. In cambio riceveranno una quota che, complessivamente, vale circa il 7% del capitale della futura Carige. Lo si legge in una nota dell'Istituto ligure trasmessa ieri, 4 dicembre, in tarda serata, nella quale si aggiunge che alla luce delle determinazioni assunte, Banca Carige è entrata in esclusiva con Chenavari Investment Managers che ha presentato l'offerta più competitiva ai fini della valorizzazione della società di credito al consumo del Gruppo. Pertanto la condizione risolutiva di cui all'accordo di prima allocazione sottoscritto in data 21 novembre 2017 con detto operatore non si è avverata. Intesa, Generali e Unipol si sono impegnate a sottoscrivere la tranche non in opzione dell'aumento per complessivi 40 milioni di euro.

A breve Carige, come sottolineato nella nota, pubblicherà un supplemento al prospetto informativo che sarà poi sottoposto all'approvazione da parte della Consob.


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