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A Nardò, nella provincia di Lecce, i carabinieri hanno arrestato due minorenni, un ragazzino di diciassette anni e l'altro di quattordici, accusati di aver costretto un altro minore a subire una serie di violenze.

Hanno chiuso un coetaneo in un bagno pubblico e lo hanno costretto a compiere atti di autoerotismo mentre lo riprendevano con uno smartphone. Le accuse contestate sono di sequestro di persona, violenza sessuale, rapina, pornografia minorile ed estorsione.L'episodio risale alla mattina del 21 novembre. Ecco come sarebbero andati i fatti: i responsabili del gesto avrebbero prima chiamato la vittima rivolgendosi in tono amichevole, poi le avrebbero intimato di entrare nel bagno pubblico, costringendolo alla fine ad entrare.

Il video girato nel bagno è stato trasmesso in vari gruppi Whatsapp. Tutto è durato circa 20 minuti e i bulli hanno minacciato l'altro adolescente di non restituirgli il maltolto, se lui, il giorno successivo, non avesse dato loro del denaro, 10 euro. A far scattare le indagini è stato un amico coetaneodella vittima, al quale era arrivato il video.

Uno degli indagati, all'uscita, indossava il giubbotto della vittima, che poi i carabinieri hanno scoperto a casa sua. L'episodio è stato commentato, in una nota, dal sindaco di Nardò, Pippi Mellone, che ha detto di essere "dispiaciuto e preoccupato dallo scenario emerso" e ha rivelato che i due giovani arrestati erano già seguiti dai Servizi sociali e che già in passato erano stati destinatari di azioni di sostegno e recupero.


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