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"La Palestina sarà liberata".

Malgrado l'ondata di maltempo, in diverse località di Gaza e della Cisgiordania sono stati organizzati oggi cortei di protesta contro la decisione di Trump di riconoscere Gerusalemme come capitale d'Israele. Lo riporta l'agenzia Wafa che segnala uffici, negozi e scuole chiusi in molte città palestinesi. La Wafa aggiunge che negli istituti scolastici gli insegnanti si sono soffermati con i loro allievi sull'importanza di Gerusalemme per la causa palestinese e hanno fornito aggiornamenti sugli ultimi sviluppi politici. Lo afferma l'Ambasciata di Palestina in Italia in una nota relativa all'annuncio da parte del presidente americano Donald Trump di voler spostare l'ambasciata Usa in Israele da Tel Aviv a Gerusalemme. In protesta contro la politica dell'amministrazione Trump sono stati proclamati nei Territori tre giorni di "collera" che culmineranno venerdì con le preghiere nella Spianata delle Moschee di Gerusalemme. Pensiamo che le Nazioni Unite dovrebbero prendere provvedimenti.

Ambasciatrice, dopo il riconoscimento di Gerusalemme, Trump ha fatto appello ai palestinesi affinché il processo di pace continui. In dichiarazioni a giornalisti fatte al Cairo, Aboul Gheit ha detto che "la posizione religiosa di Al Qods (Gerusalemme in arabo) nel cuore di tutti gli arabi, musulmani e cristiani, rende assurda qualsiasi manipolazione del suo status". Gerusalemme è una città unica, sacra per gli ebrei, i cristiani e i musulmani, che in essa venerano i luoghi santi delle rispettive religioni, ed ha una vocazione speciale alla pace.

Il presidente dell'Autorità Nazionale Palestinese, Abu Mazen, che ieri ha chiamato Vladimir Putin per chiedergli di "muoversi immediatamente per proteggere Gerusalemme e i suoi santuari islamici e cristiani che sono esposti a rischi", ha rimarcato che "Gerusalemme è la capitale eterna dello Stato di Palestina", che "Trump ci porta in una guerra senza fine" ed ha invitato i palestinesi a manifestare "in modo pacifico e senza danni così da essere utili alla causa nazionale palestinese". Inoltre la Casa Bianca ritiene che la decisione di Trump di rispettare la sua promessa elettorale "rafforzerà la sua credibilità nel mondo, come una persona che rispetta la sua parola, non si fa intimidire dalle minacce e non si sottomette alle pressioni internazionali".


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