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E non è tutto: a rischiare sarebbe anche il presidente della FIGC Carlo Tavecchio: il massimo dirigente del calcio italiano, difatti, potrebbe salutare in barba alla rielezione ratificata lo scorso marzo. Il commissario tecnico della Nazionale, reduce dalla discussa sconfitta della Friends Arena di Solna contro la Svezia nella gara di andata del playoff di qualificazione ai Mondiali di Russia 2018, è assediato dalle ombre di colleghi pronti a subentrargli, a prescindere dall'esito della sfida di ritorno che vedrà gli azzurri scendere in campo a San Siro alle 20:45 di oggi. All'interno del contratto di Ventura c'è una clausola di rescissione in caso di mancato approdo al Mondiale e questa verrà quasi certamente esercitata.

Quando prese il posto di Antonio Conte, Ventura firmò un biennale da 800mila euro a stagione. Negli ultimi giorni si sono rincorse tante voci.

Dopo la clamorosa esclusione della Nazionale italiana, i tifosi azzurri vogliono un nuovo ct vincente che possa ricostruire una squadra che ha fallito su tutti i fronti. Ma per valutare meglio la posizione di Tavecchio sarà necessario attendere il prossimo consiglio federale straordinario che dovrebbe essere convocato entro la fine del mese di novembre.

Ventura dovrà parlare con Tavecchio, anche lui assai contestato ma che con ogni probabilità rimarrà saldo al suo posto. Il futuro del tecnico è scritto. Già, perché nonostante il contratto fino al 2020, in caso di qualificazione la carta Carlo Ancelotti sarebbe sul tavolo della Federazione (in caso di ko, scontato l'immediato esonero).

Domani l'Italia si gioca il tutto per tutto. L'obiettivo è quello di convincere uno dei big tra Ancelotti, Conte, Mancini e Allegri. A meno che non si scelga la strada dei quadri interni (Di Biagio), di suggestioni gradite al pubblico (Gianluca Vialli) o di ex campioni del mondo in carriera (Gattuso o Cannavaro, anche se gli ingaggi cinesi non sono comparabili).


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