"Dai preliminari accertamenti eseguiti dagli informatici del Nic è stato rilevato che le connessioni Wi Fi sono avvenute grazie ad una serie di hot spot gratuiti e privi di password, tra i quali anche il Wi Fi Free in uso nel comune di Airola", si legge ancora nel dispositivo di accusa.

Le indagini sono partite dai post con foto nel carcere su noti social effettuati da alcuni dei ragazzi reclusi allo scopo di rafforzare all'esterno la loro posizione di baby boss dell'hinterland napoletano. Sono stati trovati telefoni cellulari, schede sim, degli archivi digitali che inserivano nei computer che avevano in dotazione per studiare, e un router con antenne wi-fi.

Le indagini proseguiranno ora a ritmo serrato attraverso una attività investigativa che nei prossimi giorni, a seguito degli elementi raccolti in occasione delle perquisizioni, vedrà ulteriormente impiegato il Nucleo Investigativo Centrale della Polizia penitenziaria e i magistrati della Procura sannita per fare piena luce sul possibile coinvolgimento di altri soggetti.


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