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Secondo i dati diffusi oggi dall'ultimo Global Carbon Budget, per il 2017, le emissioni cresceranno del 2%.

Sempre in Italia, su dati dell'Osservatorio Autopromotec relativi a 5 città italiane (Milano, Genova, Firenze, Parma e Perugia), si è riscontrato che gli impianti termici per il riscaldamento degli edifici hanno un'incidenza sul totale delle emissioni di CO2 in ambito urbano che è fino a 6 volte superiore rispetto all'incidenza del traffico veicolare.

Che il 2017 non sarebbe stato un anno particolarmente positivo per la lotta al cambiamento climatico ed all'aumento delle emissioni di gas serra si era capito già in occasione dell'elezione del presidente statunitense Donald Trump, che aveva annunciato in apertura del proprio mandato di volersi ritirare dall'accordo di Parigi sul clima. Se a tale cifra si aggiungono il resto delle emissioni di CO2 causate da altre attività, come la deforestazione, il 2017 si rivela un anno da oltre 41 miliardi di tonnellate di CO2 in più. Glen Peters, direttore del centro di ricerca CICERO a Oslo e uno degli autori dello studio, ha detto che "l'aumento delle emissioni nel 2017 è dovuto principalmente alla crescita della produzione in Cina, che salirà del 3,5% dopo due anni stabili". Le analisi sono state condotte da 76 scienziati di 57 istituti di ricerca di 15 Paesi e non prospettano stime incoraggianti. Resta da scoprire se l'aumento delle emissioni al termine di questo 2017 sarà stato solo un caso, o se invece è l'inizio di una fase di nuova crescita. Dopo un triennio di "stabilizzazione" dei livelli di emissioni, infatti, la ripresa economica della Cina porterà nell'anno in corso un aumento del 2% dell'immissione di diossido di carbonio nell'atmosfera.

Intanto la concentrazione di CO2 in atmosfera ha raggiunto le 403 parti per milione (ppm) nel 2016 e si stima che possa ancora crescere di 2,5 ppm nel 2017. La transizione dal carbone alle energie verdi dovrebbe continuare, scrivono. Nell'ultimo decennio (2007-2016), il Pil è cresciuto in corrispondenza di un calo delle emissioni in 22 paesi del mondo. Tuttavia l'atteso ritorno alla crescita delle emissioni di anidride carbonica è una spia rossa che mette a repentaglio gli obiettivi dell'accordo sul clima di Parigi. Corinne Le Quéré, direttrice del Tyndall Centre for Climate Change Research dell'ateneo britannico dell'East Anglia e autrice dello studio è delusa. Si rischia, sottolinea, di non fare in tempo "a mantenere il riscaldamento globale ben al di sotto dei 2 gradi centigradi, figurarsi entro il grado e mezzo".


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