In pratica la legge offre una tutela legale per i lavoratori che denunciano le irregolarità nel caso questi subiscano una ritorsione da parte del denunciato proprio a causa della delazione di quest'ultimo.

- sotto il profilo oggettivo, si specifica che l'ambito di applicazione riguarda le segnalazioni o denunce effettuate nell'interesse dell'integrità della pubblica amministrazione. Come nel settore pubblico è onere del datore di lavoro dimostrare che l'adozione di tali misure siano estranee alla segnalazione mossa dal dipendente. Il presupposto è che nessuno meglio di chi lavora dentro un'azienda può avere la sensibilità per capire se una prassi è irregolare oppure no.

- in merito al principio di tutela, si prevede che l'adozione di misure ritenute ritorsive sia comunicata in ogni caso all'Anac, da parte dell'interessato o delle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative e che l'Anac informi il Dipartimento della funzione pubblica o gli altri organismi di garanzia o di disciplina, per le attività e gli eventuali provvedimenti di competenza. Di sicuro per chi vuole denunciare un illecito di un collega.

"Siamo quasi ormai alla fine della legislatura ed è possibile tracciare anche su questo qualche bilancio. - conclude - Sono stati anni nei quali abbiamo colpito e rafforzato le pene per il voto di scambio politicopenalizzato il reato di falso in bilancio; introdotto il reato di auto riciclaggio e norme importanti contro ecoreati, ecomafie e caporalato". E viene sancito il diritto di essere reintegrato nel posto di lavoro e risarcito per i danni economici o di carriera subiti.

"Abbiamo vinto!", esulta sul blog Beppe Grillo, e il presidente dell'Anac Raffaele Cantone ritiene quella sul whistleblowing "una norma di civiltà", perchè "chi segnala illeciti di cui è venuto a conoscenza sul luogo di lavoro non può essere lasciato solo".

Il testo prevede anche l'annullamento di ogni tutela in favore di quei segnalanti condannati per calunnia, diffamazione o per colpe gravi. L'identità di chi segnala rimarrà però "segreta", non è soggetta alle richieste di acceso agli atti e sarà utilizzata solo quando necessario per il processo o per il procedimento disciplinare. Per garantire la riservatezza dell'identità del segnalante.

Nelle aziende private i già previsti (dal 2001) MOC (Modelli di organizzazione e gestione) devono prevedere "uno o più canali, anche informatici, che consentano ai dipendenti di presentare segnalazioni circostanziate di condotte illecite fondate su elementi di fatto precisi e concordanti, o di violazioni del modello di organizzazione e gestione dell'ente, di cui siano venuti a conoscenza in ragione delle funzioni svolte".

La norma vale anche per il settore privato, che dovrà dotarsi dei modelli organizzativi e di gestione atti a prevenire la commissione di reati e di atti di ritorsione, nonché di adeguati canali di segnalazione che garantiscano la segretezza sul nome del segnalante.

"Grazie alle oltre 66.000 firme di cittadini che hanno sottoscritto la campagna, Riparte il futuro è riuscita a esercitare ancora una volta una forte pressione sul Parlamento che, dopo più di 600 giorni di stallo in seguito all'approvazione in prima lettura alla Camera (21 gennaio 2016), ha visto una rapida votazione prima al Senato (18 ottobre) e ora alla Camera". Per Donatella Ferranti il via libera definitivo al whistleblowing è invece "un ulteriore e significativo passo avanti nella lotta alla corruzione perché dare una efficace e concretatutela a chi segnala illeciti è uno strumento prezioso per rompere quel circuito omertoso che rende spesso difficile scoprire i fenomeni corruttivi". Oltre al reintegro sono previste sanzioni fino a 30.000 euro per il datore di lavoro giudicato responsabile di queste azioni.


COMMENTI