"Avrei preferito rispondere ma accetto l'imposizione dei miei legali che mi hanno consigliato di restare in silenzio", ha detto uscendo dall'ufficio del procuratore aggiunto Sergio Demontis che coordina l'inchiesta a suo carico.

Edy Tamajo, neo eletto deputato regionale accusato di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione elettorale, non ha risposto ai pubblici ministeri che oggi lo hanno invitato a comparire in Procura per un interrogatorio. Ad accompagnarlo gli avvocati Giovanni Castronovo e Nino Caleca.

Tamajo è stato il più votato a Palermo, il terzo in Sicilia. A loro si deve la scelta tecnica di non rispondere. Un addebito che Tamajo divide con altre tre persone, che lui, in dichiarazioni rese ai cronisti, ha sostenuto di non conoscere.

Nell'ultima campagna elettorale per le Regionali siciliane sarebbero bastati 25 euro per comprare un voto, secondo la Procura che venerdì scorso ha notificato un avviso di garanzia a uno dei recordman del nuovo Parlamento isolano, Edmondo Edy Tamajo, appena eletto con quasi 14 mila preferenze nelle fila di Sicilia Futura, che ufficialmente sosteneva il candidato del centrosinistra Fabrizio Micari.


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