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Il drastico provvedimento è stato preso in queste settimane in centinaia di scuole medie italiane con motivazioni simili: "Nel codice penale è specificato che per i minori di 14 anni è prevista una presunzione assoluta di incapacità", viene scritto nei documenti che vietano agli adolescenti di tornare a casa da soli e che ricordano anche la pena prevista per questi casi: "Chiunque abbandona una persona minore di anni 14 della quale abbia la custodia o debba avere cura, è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni".

Dello stesso istituto e dalla circolare che è stata ripresa da Corriere.it si legge "In caso di ritardo da parte del genitore (o delegato) nel prelevare, il docente della classe affida il ragazzo al personale collaboratore scolastico, che, con l'aiuto del personale di Segreteria, provvede a rintracciare il genitore". "Chiediamo che i progetti di alternanza siano coerenti alle materie che studiamo, che i lavori che svolgiamo siano retribuiti, che l'ammissione all'esame di maturità non dipenda dallo svolgimento delle ore di alternanza e che sia previsto un rimborso per trasporti e pasti se il luogo di lavoro è lontano dalla propria scuola o casa" rivendicano gli studenti. E questo fino a 14 anni. Un tema che è tornato alla ribalta dopo un sentenza della Cassazione chiamata ad esprimersi sull'episodio di uno studente delle scuole medie rimasto investito da un autobus al termine delle lezioni. Ad accendere la protesta le sperimentazioni fatte l'anno scorso: "Ci meritiamo un progetto di Alternanza diverso da quello visto finora: non vogliamo essere sfruttati dalle aziende che inquinano i nostri territori, licenziano i nostri genitori e fanno affari con le mafie". Un fatto tragico su cui il legislatore ha ribadito che fino a 14 anni, gli alunni che non prendono lo scuolabus, devono tornare a casa accompagnati dai genitori o da terzi da loro delegati. "L'età 11-14 è quella dell'autonomia: così precludiamo ai ragazzi ogni percorso di crescita". Saremo davanti alla Regione Veneto a chiedere non solo più fondi, ma anche la volontà politica di investire sui bisogni degli studenti. "In Italia solo il 30% dei ragazzini torna a casa da solo, nel resto dell'Europa si arriva al 90%".

I favorevoli alla circolare parlano invece di una misura più che giusta per proteggere i ragazzi dai pericoli e dai malintenzionati che possono incontrare per strada, soprattutto in una età delicata come quella della preadolescenza.


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