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Ma il dato più inquietante è che quasi la metà dei campioni registrava dosi di neonicotinoidi superiori alla soglia neuroattiva considerata pericolosa per gli insetti impollinatori (ma entro la soglia considerata sicura per il consumo umano).

Nel mirino dei ricercatori, coordinati dal professor Edward Mitchell, biologo presso l'ateneo elvetico, vi sono i cosiddetti "neonicotinoidi", insetticidi neurotossici derivati dalla nicotina e introdotti in sostituzione del famigerato DDT, che secondo diverse ricerche potrebbero essere dietro alla cosiddetta "Sindrome dello spopolamento degli alveari", conosciuta anche come CCD (Colony Collapse Disorder).

Il 75 percento del miele venduto in tutto il mondo è contaminato da pesticidi; le concentrazioni rilevate non sono considerate un pericolo per l'uomo, ma sottolineano la seria minaccia cui sono esposte le api.

Le api sopravvivono all'inverno nutrendosi di miele: la contaminazione è quindi cronica e senza confini, e persino i mieli di isole in mezzo al Pacifico risultano inquinati.

Secondo uno studio del Consorzio Nazionale Apicoltori, le api, una delle specie più a rischio di estinzione a causa della diffusione in natura degli antiparassitari e degli erbicidi utilizzati sui campi agricoli, sono le nostre migliori alleate per metterci al riparo proprio da queste stesse sostanze e dare al nostro organismo energia e sostanze vitali e salutari.

Nei 198 campioni complessivi la frequenza di contaminazione è risultata più elevata in quelli provenienti da Nord America (86 per cento), Asia (80 per cento) ed Europa (79 per cento), e più bassa in quelli originari del Sud America (57 per cento). I pesticidi di neonicotinoidi sono stati identificati o sospettati come un fattore chiave responsabile di questo declino. Nel complesso, il 75% di tutti i campioni di miele conteneva almeno un neonicotinoide; di questi, il 30% presentava un singolo neonicotinoide, il 45% due o piu', e il 10% conteneva quattro o cinque.

Anche se le concentrazioni trovate in questa indagine non sembrano al momento pericolose per la salute umana, concludono gli autori, servono ulteriori studi in merito, in quanto i neonicotinoidi potrebbero avere anche effetti sull'uomo, sul suo sistema immunitario e sulla crescita. Andando ad analizzare la concentrazione degli insetticidi, i ricercatori hanno svelato che ben in un terzo dei casi - nel 34% del miele analizzato - si osservavano quantità di neonicotinoidi tali da indurre un danno o la morte delle api.


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