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La droga arrivava in valigia per essere poi spacciata in alcuni locali notturni - molto noti - della Sicilia occidentale. In tutto sono dodici le persone raggiunte da una misura cautelare voluta dalla Procura di Termini Imerese. Gli affari ruoterebbero attorno alla figura di Nicolò Testa, presunto capo della famiglia mafiosa del popoloso centro che fa parte del mandamento di Villabate, retto fino al 2015 da Giampiero Pitarresi.

L'operazione, condotta dai militari del Comando Provinciale di Palermo, riguarda capi e gregari del mandamento mafioso di Bagheria accusati di traffico internazionale di sostanza stupefacente. Tra i gregari dell'organizzazione ci sarebbe un gruppo di persone che formerebbe una vera e propria squadra.

Gli indagati sono: Gioacchino Bonaccorso, palermitano di 43 anni, Salvatore Cecala, nato a Caccamo e di 46 anni, Giuseppe Faia, 31 anni nato a Palermo, Emiliano Pasimovich, 32 anni nato in Argentina ma residente a Roma, Calogero Rio, 55 anni e di Termini Imerese, Salvatore Rotolo, 38 anni e residente a Isola delle Femmine, Pasquale Testa, 25 anni e residente a Bagheria, come pure Giacinto Tutino di 62 anni, Carmelo D'Amico, 48 anni, Nicolò Testa, 55 anni, Giuseppe Antonio Giallombardo, 41 anni, tutti e tre detenuti al Pagliarelli, e Salvatore Drago Ferrante, 53 anni, detenuto nel carcere di Tolmezzo (Ud). Drago Ferrante aveva consentito di accedere a ingenti forniture e a prezzi più bassi rispetto a quelli praticati dai fornitori locali, vantando egli dei contatti con i narcotrafficanti argentini.

In dettaglio, le indagini hanno permesso di ricostruire l'acquisto in Argentina ai fini dell'importazione in Italia di 4,6 chili di cocaina, sequestrati presso l'Aeroporto di Buenos Aires; la cessione di 1 chilo di cocaina sulla piazza di spaccio palermitana; resistenza di un gruppo dedito allo spaccio di stupefacenti di vario tipo (cocaina, MDMA o MD, Ecstasy, marijuana e hashish) operante in provincia di Palermo.

Grazie alle intercettazioni è stato poi individuato un gruppo di giovani palermitani, posto alle dipendenze di Pasquale Testa (figlio di Nicola) e Salvatore Rotolo, accordati per reperire stupefacente da piazzare poi sul mercato attraverso una serie di pusher che agivano all'interno di locali notturni.


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