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La richiesta della fiducia sulla legge che disciplina le regole, secondo il candidato premier di M5S Luigi Di Maio, fa cadere l'Italia "in piena emergenza democratica: stanno stravolgendo la legge elettorale a 6 mesi dalle elezioni per provare a fermare la prima forza politica del Paese". Matteo Renzi si è difeso dall'assoluta gravità, a detta sua, delle parole dei grillini, ricordando che lo strumento della fiducia è previsto dai Regolamenti Parlamentari e che era stato usato, ad esempio, da Alcide De Gasperi; a seguito di un rapido fact checking abbiamo appurato che la legge elettorale del 1953 è stata davvero approvata a seguito dell'apposizione della fiducia, tuttavia c'è da dire che già lo stesso Di Battista riportava durante il suo comizio di ieri questo stesso dato, seppur con accezione negativa: "Chi altro aveva messo la fiducia sulla legge elettorale?" Sono questi gli argomenti che dovrebbero utilizzare i sostenitori della proposta Rosato, non l'argomento contingente che la Corte costituzionale lasciò, nel pronunciarsi sulla legge Calderoli, alcuni punti aperti, che possono esser ricuciti solo dalla legge (o da un decreto legge approvato "in articulo mortis" dal governo e necessariamente convertito in legge dal Parlamento successivo).

Contrarie, naturalmente, le opposizioni che si dichiarano allarmate dal ricorso a tale strumento: "Qui si sta scherzando col fuoco". Domani, a partire dalle 9, si terranno le dichiarazioni di voto sulla terza ed ultima fiducia, posta sull'articolo 3 del testo.

Protesta dei cinque stelle in Piazza Montecitorio, di fronte alla Camera, proprio mentre in aula è in corso il dibattito sulla nuova legge elettorale. "Nell'attuale sistema politico forse nessun partito riuscirà a raggiungere la soglia del 40%, per questo potrebbe essere necessario un accordo dopo il voto: non è da escludere che si arriverà a una "grande coalizione" tra Renzi e Berlusconi". A Montecitorio la leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni ha preso le distanze dai suoi alleati: "È una legge vergognosa, non non potevamo starci e ci dispiace che altri si siano resi disponibili".

La Lega voterà sì al Rosatellum, e i militanti pentastellati non glielo perdonano: Bossi viene sommerso da fischi e insulti: "hai rubato i soldi dei cittadini", "traditore". Pazienza. Contrari anche i deputati di Giuliano Pisapia (che dopo la rottura a sinistra non vogliono fare la stampella del Pd). Giovedì terzo e ultimo voto di fiducia, poi in serata il voto finale a scrutinio segreto.

In contemporanea con le votazioni in aula, oggi i partiti del no alla nuova legge elettorale accerchieranno la Camera con le loro manifestazioni di protesta. L'articolo due del Rosatellum prevede invece l'analogo sistema di voto per il Senato. La seconda fiducia, sull'articolo 2 sarà votata dalle 19:30 (dichiarazioni di voto dalle 17:30). Di solito, insegna la storia recente della Repubblica, quando si disegna un sistema elettorale per ottenere un risultato preciso, il destino sapiente porta a un risultato esattamente opposto a quello che ci si era prefissati. Il M5s manifesterà davanti alla Camera, Sinistra italiana e Mdp al Pantheon.


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