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Il ricavato di quest'anno sulla vendita delle stesse verrà dato in beneficenza ad associazioni animaliste, come Humane Society International (Hsi) o l'italiana Lav (Lega antivivisezione).

Non saranno più presenti nelle collezioni Gucci pellicce di visone, volpe, zibellino, karakul (agnello persiano o astrakhan), coniglio, opossum e altri animali allevati o catturati.

Ma anche. Da quando Alessadro Michele è approdato da Gucci, dopo Frida Giannini, sono tante le rivoluzioni in atto che questo giovane e talentuoso designer sta apportando alla blasonata Maison contaminandola con piccoli tocchi di gusto e stile personali. "Essere socialmente responsabili è uno dei valori fondamentali di Gucci e continueremo a cercare di fare di più per l'ambiente e gli animali e speriamo che questa scelta possa contribuire a ispirare l'innovazione e diffondere consapevolezza, cambiando l'industria della moda del lusso in meglio", ha detto Marco Bizzarri, presidente e ad di Gucci, durante il Kering Talk 2017 al London College of Fashion.

Ovvia anche una percentuale di pubbliche relazioni che non guastano mai, per quanto resta un passo epocale per un brand di moda.

"La decisione di Gucci cambierà radicalmente il futuro della moda. Mentre la moda diventa sempre più etica, le catene di approvvigionamento che ruotano intorno agli animali saranno una cosa del passato".

Ma questa importante decisione presa dalla Maison non è nuova. Inoltre persino sul sito di shop on line Yoox e Net-a-Porter non sono vendute pellicce vere.


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