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Nel frattempo ricordiamo che in precedenza si è già parlato di Galaxy S9, con indiscrezioni che hanno anticipato il ritorno dell'Infinity Display già visto nei dispositivi di fascia alta del 2017 targati Samsung grazie ad un ampio pannello OLED.

Qualche generazione di Galaxy S fa, Samsung tentò di rendere mainstream una tecnologia che aveva sempre suscitato un certo interesse, senza però mai riuscire a imporsi in modo convincente sul mercato: quella del controllo del display senza effettivamente toccarlo.

A pensarci bene, la soluzione potrebbe rivelarsi preziosa per chi viaggia all'estero: il soggetto potrà prendere facilmente visione dei dati relativi alla qualità dell'aria che sta respirando, così da adottare tutte le precauzioni del caso.

C'è da dire che il Samsung Galaxy S9, essendo atteso già nel mese di Gennaio, potrebbe non avere una finestra di tempo abbastanza ampia da permettere agli ingegneri di implementare nel migliore dei modi questa tecnologia.

L'utilizzo di un sensore di impronte sotto il display, in accoppiata con il sistema di riconoscimento dell'iride, sarebbe poi un vanto non da poco per il colosso coreano, soprattutto nei confronti di Apple che ha eliminato del tutto il sensore di impronte dalla propria roadmap futura. Ma secondo Ming-Chi Kuo, analista presso KGI Securities, il prossimo anno il Note 9 implementerà il lettore d'impronte digitali sotto il display. Mentre quest'ultima fornisce Samsung gli scanner standard per impronte digitali, BeyondEyes e Samsung LSI hanno già proposto i loro campioni all'azienda: entrambi sono considerati i principali corridori per fornire a Samsung la tecnologia. Dunque basterà appoggiare il dito su una specifica porzione di schermo e lo smartphone si sbloccherà.


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