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Malgrado le opposizioni e le contestazioni, Forza nuova non molla e annuncia che proprio il 28 ottobre, anniversario della marcia su Roma, si svolgerà "la marcia dei patrioti". "Il concentramento è fissato nello stesso luogo alle ore 15; il corteo partirà alle ore 16", si legge. E la polemica ricomincia. "Con le motivazioni da me già espresse in Parlamento - ha detto - ho già dato disposizione al questore di Roma di non concedere l'autorizzazione per la manifestazione promossa da Forza Nuova a Roma il prossimo 28 ottobre".

Come anticipato dall'agenzia Askanews lo scorso 27 settembre, gli organizzatori hanno modificato lo slogan dell'iniziativa, che sarà "Tutto per la Patria", anche se l'originario "Marcia dei patrioti" (che appunto richiamava la marcia fascista) rimane sullo sfondo ed è ampiamente utilizzato da Forza Nuova per promuovere la mobilitazione e uno degli hashtag utilizzati è proprio #MARCIADEIPATRIOTI. Eppure, sempre su Facebook, il segretario di Forza Nuova Roberto Fiore afferma di aver "consegnato la comunicazione necessaria per l'autorizzazione, con un percorso 'romanissimo'". A settembre era stata chiesta un'interrogazione parlamentare e sulla questione erano intervenuti anche la sindaca di Roma Virginia Raggi, il presidente del Lazio Nicola Zingaretti, il ministro dell'Interno Marco Minniti. Roberto Fiore aveva replicato alle critiche negando il carattere "filofascista" della marcia, a suo dire fatta solo per fini "patriottici".

"La risposta di Minniti - spiega Fiore - è quantomeno irrituale, oltre che irritante: primo, lui sa che il tema della manifestazione non è quello che lui dice ma è cambiato; secondo, sono cambiate anche le modalità del corteo; terzo, se deve dichiarare qualcosa lo deve fare tramite le istituzioni, cioè la Questura, e noi non abbiamo ricevuto nessuna risposta alla nostra richiesta di autorizzazione".

Ed è levata di scudi dell'Anpi, con il presidente romano dell'associazione dei partigiani che chiede di impedire la marcia: "Lo Stato intervenga, non si tratta di semplici boutade, ma di un piano eversivo che va sconfitto".


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