KXIP vs KKR Live Score

I magistrati hanno accusato i medici di corruzione, associazione a delinquere e falso in atto pubblico. Il gruppo di medici aveva anche organizzato un sistema di "corsie preferenziali" per portare al Policlinico di Monza pazienti da altre regioni per gli interventi chirurgici con l'utilizzo delle protesi. Così, in seguito alla segnalazione, sono iniziati gli accertamenti che hanno portato il personale della Guardia di Finanza ad accedere ai dati relativi alla Sanità disponibili a livello regionale.

A finire in carcere sono stati in 12, tra cui 3 chirurghi specialisti. Sono tre i bergamaschi coinvolti: lo stesso Mandelli (61 anni), il collega Francesco Mongiardo (56 anni), medico di base a Cologno al Serio (entrambi sono indagati a piede libero e sospesi dalla professione), e Filippo Cardillo, residente a Boltiere (48 anni), chirurgo ortopedico in servizio alla Casa di cura San Giovanni di Milano e alla Casa di cura privata polispecialistica Villa Verde di Reggio Emilia, che invece è agli arresti domiciliari. Tanti soldi e tanti appetiti per medici con pochi scrupoli e tanto pelo sullo stomaco, leggendo quello che si dicono tra di loro. Infine, i pazienti venivano operati con l'impianto delle protesi. In questo modo, i medici di famiglia, oltre a ottenere un compenso fisso dai venditori pari a circa 300 euro mensili, otteneveno dagli ortopedici una somma pari al 20 per cento circa di quanto corrisposto dal paziente. Per ogni protesi impiantata, del valore di 1500-2000 euro, i medici ottenevano una stecca che andava dagli 80 ai 100 euro. "Non è certo la prima inchiesta condotta nell'ambito del mondo medico e sanitario, ma non c'è nessuna intenzione di criminalizzare la categoria medica, composta in grande maggioranza da professionisti onesti", ha dichiarato nel corso della conferenza stampa la titolare delle indagini, il procuratore Luisa Zanetti. E poco importava se si trattava di materiale scadente, che faceva "veramente cagare", come ammettono in un intercettazione due degli arrestati.

La scelta delle protesi da impiantare da parte dei medici non rispondeva alle esigenze di salute dei pazienti ma era finalizzata all'ottenimento di denaro e favori da parte dei chirughi che rinunciavano alla imparziale discrezionalità che il ruolo prevede.


COMMENTI