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Ieri sera, dopo tre ore di dibattito, la Camera dei Deputati ha approvato la proposta di legge del deputato PD Emanuele Fiano che rende reato l'apologia e la propaganda fatta tramite i simboli del fascismo. Meloni e La Russa hanno radici politiche nelle organizzazioni del Movimento sociale italiano (Msi), partito che fu fondato nek 1946 da reduci della Repubblica Sociale. Contrari centrodestra e Movimento 5 Stelle, che ha definito il provvedimento "liberticida". Mi incammino verso il Palazzo della Regione e voltandomi alle spalle guardo, come sempre mi accade, ammirata, la Stazione Centrale.

La legge Fiano prevede l'introduzione dell'articolo 293-bis del codice penale che punisce "chiunque propaganda le immagini o i contenuti propri del partito fascista o del partito nazionalsocialista tedesco".

La nuova norma prevede inoltre "la reclusione da sei mesi a due anni" per questa fattispecie di reato, con "pena aumentata di un terzo se il fatto è commesso attraverso strumenti telematici o informatici". Ma il Pd difende il testo: "L'antifascismo è la cifra di chi difende la libertà, e le opinioni non vengono represse da questo testo", dice il relatore e padre del ddl Emanuele Fiano spoegando che la democrazia devono difendersi da chi le minaccia propagandando ideologie incompatibili con i valori fondamentali della Costituzione repubblicana.

I numeri alla Camera non dovrebbero riservare sorprese: la legge dovrebbe essere approvata con i voti a favore della maggioranza e della sinistra, contrari Forza Italia, Fdi, Lega nord e M5S.

"Attraverso un appello pubblicato su Facebook - scrive Fiano in un'interrogazione parlamentare - si invitano i "camerati" di ogni parte d'Italia ad unirsi e marciare su Roma "contro la legge sullo ius soli" e gli "immigrati responsabili di stupri e violenze". Questi - prosegue Lacquaniti -, sono soltanto alcuni esempi di ciò che sta accadendo.

Per chi viola i divieti è prevista la reclusione da sei mesi a due anni.

In particolare, con la nuova legge sarebbe un reato anche fare il saluto romano, così come la cosiddetta "Marcia su Roma" che il partito di estrema destra Forza Nuova vorrebbe organizzare nella Capitale in occasione dell'anniversario della vera marcia voluta da Benito Mussolini che segnò l'inizio della dittatura fascista. Legge Scelba) e e del Decreto legge n. 122 del 1993, come convertito nella legge n. 205 del 1993 (cd. In linea di principio, poi, non è facile, ed è anzi quasi impossibile tracciare il confine tra punizione della propaganda fascista o dell'incitazione all'odio e negazione della libertà di pensiero ed espressione. L'obiettivo era vietare la "riorganizzazione del disciolto partito fascista".


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