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Il rappresentante permanente della Cina presso le Nazioni Unite Liu Jieyi ha invitato la Corea del Nord ad affrontare le aspirazioni e le volontà della comunità internazionale, a porre fine ai test nucleari missilistici, a rispettare in maniera concreta le sanzioni approvate dal Consiglio di Sicurezza dell'Onu, e a non condurre più test nucleari, rimettendosi così sulla strada che porta alla denuclearizzazione.

Il nono pacchetto di sanzioni imposto al regime di Kim Jong-un dal 2006 vieta di vendere a Pyongyang prodotti petroliferi raffinati che superino il mezzo milione di barili dal 1° ottobre 2017, per tre mesi, e due milioni di barili a partire dal 1° gennaio 2018 per 12 mesi. "Dobbiamo fermare questa marcia verso un arsenale nucleare, dobbiamo tagliare i rifornimenti di carburante e i finanziamenti che lo sostengono", ha aggiunto Haley.

Il Ministero degli esteri sottolinea che "l'ennesima illegale risoluzione sulle sanzioni è una conferma che la Corea del Nord sabbia intrapreso la giusta via". Il sistema Aegis, installato sulle navi da guerra degli Usa, del Giappone e della Corea del Sud, fornisce anch' esso una difesa regionale altamente mobile.

"Qualsiasi ulteriore restrizione equivarrebbe a tentativi di soffocare l'economia", ha avvertito, citando le parole del presidente russo Vladimir Putin, secondo cui "mezzi politici piuttosto che nuove sanzioni potrebbero contribuire a evitare la crescente minaccia che arriva dalla penisola coreana".

L'ultima risoluzione Onu contro la Corea del Nord era stata votata il 5 agosto scorso, mettendo il bando sulla vendita di carbone, minerali, prodotti ittici, che riduceva di almeno un miliardo di dollari Usa i guadagni annuali di Pyongyang.

L'Aeronautica sudcoreana ha, intanto, condotto "con successo" un ciclo di esercitazioni usando per la prima volta i missili avanzati Taurus, in una prova di forza dopo il più potente test nucleare mai condotto dalla Corea del Nord.

"L'ultimo test nucleare della Corea del Nord", egli ha affermato, "rappresenta una grave e sconsiderata provocazione, in violazione delle successive decisioni della Corte di giustizia". Il testo "innalza il livello di pressione, ma tiene conto delle preoccupazioni umanitarie", chiosa l'ambasciatore italiano all'Onu Sebastiano Cardi, che presiede il comitato sanzioni. "Il regime in Corea del Nord non ha ancora oltrepassato il punto di non ritorno".


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