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Ha perso la vita a causa del furgoncino che è piombato sulla folla a La Rambla, a Barcellona, ma solo un mese prima dell'attentato in Spagna Luca Russo, il 22enne di Bassano del Grappa, scriveva su Facebook un pensiero riguardo alla morte: "Nasciamo senza portare nulla, moriamo senza portare via nulla". Il vicentino era in Catalogna con la fidanzata, rimasta ferita ma non in gravi condizioni. La Farnesina, questa mattina, aveva comunicato la presenza di due italiani fra le vittime (una era Bruno Gulota, di Legnano) e di tre nostri connazionali feriti. "Vi prego" è l'appello che la sorella di Luca, Chiara Russo, ha lanciato sui social quando si è diffusa la notizia che il fratello era tra le vittime dell'atto terroristico.

Quella che doveva essere una vacanza da sogno, quello che doveva rappresentare il sogno d'amore per due giovani ragazzi, si è trasformata nel tragico incubo che ha spezzato la vita di un giovane ingegnere di 25 anni, originario di Marostica che viveva, appunto, a Bassano del Grappa. Il giovane lavorava in un'azienda a Carmignano di Brenta. Nel post pubblicato dalla sorella si vede un ragazzo a terra dopo l'attentato con dei pantaloncini militari verdi addosso, proprio come quelli che aveva Luca ieri pomeriggio.

Poletto ricorda quindi che la giovane fidanzata di Russo, Marta Scomazzon, "è stata impiegata per qualche tempo all'ufficio stampa del Comune".

L'unica persona italiana ancora ricoverata a Barcellona è Marta Scomazzon, veneta, fidanzata della seconda vittima del nostro paese nell'attentato di ieri. I genitori di Marta sono già partiti stamane per Barcellona.


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