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"Abbiamo messo fine alla riforma più strampalata di Rosario Crocetta".

A differenza di Crocetta, l'assessore regionale alle Autonomie locali, Luisa Lantieri, ha votato a favore del disegno di legge. Nel provvedimento varato l'altra sera è prevista anche la reintroduzione delle indennità, che per il presidente saranno uguali a quelle del sindaco della città capoluogo. Ora si vede un pò di luce.

Secondo Bianco "questo atto non potrà avere alcuna attuazione grazie all'impugnativa del Governo che anche i capigruppo all'Ars intervenuti ieri danno per certa" e loda il comportamento del presidente dell'Ars Giovanni Ardizzone che "ha opportunamente evitato di partecipare al voto, con un'assenza che dice molto sul giudizio relativo a questa pasticciata riforma". Rinvio dopo rinvio, legge dopo legge, giovedì l'assemblea siciliana ha abrogato e rivoluzionato la riforma che cancellava le Province.

"Mentre si susseguono le emergenze sociali, economiche ed ambientali e mentre tutte le statistiche confermano come la Sicilia, senza una veloce inversione di rotta, è destinata al sottosviluppo per decenni - afferma Orlando - una accozzaglia politica variegata usa il Parlamento per l'ennesima marchetta pre-elettorale volta unicamente a creare poltrone ed aspettative di poltrone, indennità ed aspettative di indennità da usare come merce di scambio nella imminente campagna elettorale o come paracadute per coloro che non saranno riconfermati".

Ribatte l'assessore regionale all'Agricoltura Antonello Cracolici: "La decisione del parlamento siciliano di approvare gli articoli della legge che ripristina l'elezione diretta a suffragio universale del sindaco metropolitano è una palese violazione della norma nazionale. E' evidente che questa legge sarà inevitabilmente impugnata dal governo nazionale, determinando un ulteriore condizione di caos sulle ex province che purtroppo sono già state oggetto in questi anni di una legislazione incerta e precaria". Si è votato anche sulla norma che istituiva due nuovi parchi. L'Assemblea con voto segreto (33 favorevoli e 24 contrari) ha approvato un emendamento soppressivo dell'articolo.

Il voto è arrivato dopo un lungo dibattito in aula, i deputati sostenitori della norma avevano avvertito che in caso di bocciatura sarebbe stato a rischio l'intero collegato per il venir meno dello schema di norme su cui era stato raggiunto un accordo tra maggioranza e opposizioni.

Il risultato torna a far discutere: "Dopo quattro anni e ben cinque leggi votate sulle province, viene finalmente scritta la parola fine su quello che è stato un vero mostro legislativo, ossia l'abolizione degli enti di area vasta, che ha creato danni, disservizi e confusione nel territorio siciliano".

Durante una pausa dei lavori parlamentari è stata poi predisposta la riscrittura della norma sulla liquidazione. Salta subito invece l'amministratore unico Antonio Fiumefreddo.


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