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Il maxi rimborso originerebbe dalla sommatoria di oneri deducibili e detrazioni, che i contribuenti hanno segnalato in sede di presentazione della dichiarazione dei redditi.

Le cifre vengono fuori grazie a una ricerca sulle dichiarazioni dei redditi delle persone fisiche condotta da UHY Italy, network che si occupa di consulenza fiscale, revisione e consulenza del lavoro. "Negli ultimi 5 anni i crediti Irpef sono passati dai 15,5 miliardi per il 2011 ai 19,6 del 2015 (+26%), fino ai 20 miliardi stimati per il 2016". Nel quinquennio 2011-2015 i contribuenti hanno recuperato oltre 90 miliardi di imposte pagate in eccesso. L'importo medio restituito a persona si aggira sui 950 euro, nel 2011 erano 850 euro. Allo stesso modo la platea dei creditori si è via via allargata, salendo dai 18,2 milioni registrati nel 2011 ai 20,8 del 2015. "Le somme derivano in gran parte da oneri deducibili (spese mediche, interessi su mutui per la casa, polizze vita e infortuni, etc) e dal bonus per la ristrutturazione".

In effetti, il rimborso è dovuto in quanto stiamo parlando di trattenute Irpef sulla busta paga di ognuno di noi che si sono rivelate eccessive rispetto a quanto l'Erario aveva diritto di ricevere in base alle attuali normative. Ma, secondo Mario Rendina, partner UHY Italy, hanno fatto molto anche le procedure più snelle e veloci per ottenere i rimborsi.

Le dichiarazioni a debito sono invece relative a 5,3 milioni di contribuenti, per un totale di oltre 7 miliardi di euro. Seguono la Valle d'Aosta (1.070 euro) e la Lombardia (1.060 euro). In coda la Sicilia e la Basilicata con 760 euro medi pro-capite di rimborsi.

Due terzi dei crediti fiscali (quasi 13 miliardi di euro) spettano ai contribuenti con reddito compreso nella forbice tra 12 mila e 50 mila euro lordi annui.


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