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Dunque Antonio Scafuri viene ricoverato il 16 agosto in codice rosso per le gravi ferite riportate nell'incidente, ma aspetta quattro ore prima di essere essere trasferito in un altro ospedale per l'esecuzione di una angiotac, un esame urgente e importantissimo per individuare dove e come intervenire per salvargli la vita. In una nota il ministero rende noto che "faranno parte della task force esperti dell'Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali), Carabinieri del Nas e ispettori del Ministero della Salute".

"Mentre mio figlio esalava gli ultimi respiri, al Pronto Soccorso litigavano per decidere chi dovesse portarlo a fare una angiotac".

Lo scaricabarile di cui parla il padre di Antonio Scafuri e le inadempienze denunciate dal responsabile del Pronto soccorso acquistano purtroppo, in tale contesto, una credibilità e una rilevanza che meritano provvedimenti drastici, al di là delle effettive cause della morte di quel giovane.

"Mio figlio è stato ammazzato". "L'hanno ucciso", ha detto il padre, che ora chiede giustizia e verità. "Su questo lettino è rimasto per ore, saranno state le 4 quando ho alzato la voce e solo allora medici e infermieri si sono messi d'accordo, dopo che li avevamo visti anche Intanto Antonio moriva" aggiunge l'uomo. Era freddo, segno che era morto da tempo. Antonio, che sul veicolo era il passeggero, è stato sbalzato lontano.

Oggi i genitori di Antonio, Raffaele Scafuri e Rosaria Manna, hanno incontrato l'avvocato Luigi Ascione che seguirà per loro la vicenda giudiziaria. "Adesso pretendiamo la verità".

La ministra della Salute, Beatrice Lorenzin, ha disposto l'invio della task force per accertare quanto accaduto a Napoli all'ospedale Loreto Mare.

"FARE CHIAREZZA" - Il Codacons - a seguito della denuncia presentata dal responsabile del Pronto soccorso dell'ospedale Loreto Mare, Alfredo Pietroluongo e diffusa dal consigliere regionale della Campania, Francesco Borrelli. - ha fatto sapere che il caso rappresenta "un grave episodio per il quale bisogna fare subito chiarezza, accertando al più presto cause e responsabilità".

"Esprimo dolore, sgomento e rabbia per la morte del giovane di 23 anni nel presidio ospedaliero del Loreto Mare, in circostanze che, se confermate, sono inaccettabili e incompatibili in una organizzazione ospedaliera la cui priorita' assoluta e' salvare vite umane", ha dichiarato il direttore generale della Asl Napoli 1, Mario Forlenza, che ha espresso "partecipazione umana e sentite condoglianze ai familiari". Inoltre afferma di aver "avviato una indagine interna tramite il servizio ispettivo aziendale per accertare eventuali omissioni o mancanze organizzative, ciò anche ai fini di responsabilità disciplinari".


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