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Ma stavolta si fanno i conti senza l'oste, in quanto dalle diatribe interminabili all'interno ed all'esterno dei tradizionali schieramenti conservatore e progressista potrebbe ulteriormente avvantaggiarsi il terzo incomodo, ovvero il Grillino Giancarlo Cancelleri, attuale capogruppo del Movimento 5 stelle alla Assemblea Regionale Siciliana ed investito personalmente da Beppe Grillo del ruolo di candidato Presidente nell'isola. "E gli ho proposto di incontrarlo nella speranza che anche Forza Italia possa confluire su questa candidatura".

Accordo chiuso, per adesso solo "sulla parola", tra i centristi di Angelino Alfano e il Pd di Matteo Renzi. Alernativa popolare, cioé la formazione di cui Angelino Alfano è leader, sottolinea comunque che i giochi sono "ancora aperti".

Gabriele Toccafondi di Ap, sottosegretario all'Istruzione, a proposito dell'alleanza in Sicilia fra il partito centrista e il Pd, rispondendo a chi chiedeva se tale alleanza anticipasse lo scenario delle elezioni politiche del 2018 ha detto: "Non abbiamo la peste, questo è un messaggio: non abbiamo la peste né verso il Pd, né verso il centrodestra". Lo stesso farà Gianfranco Miccichè che ha annunciato di incontrare i suoi.

Eccolo il piano che Silvio Berlusconi ha studiato nei minimi dettagli e che si prepara a lanciare dopo la pausa estiva, soprattutto se dalla prime battute di settembre si capirà che la legge elettorale resterà immutata e che i tentativi di tornare al "tedesco" saranno destinati a fallire, scrive Repubblica. A partire dal voto in Sicilia, dove la coalizione di Centrodestra rischia di arrivare parcellizzata in sotto-unità politiche che finirebbero di fatto con il togliere forza all'auspicata compattezza: "Il Centrodestra è innanzitutto un popolo, come si è visto in questi vent'anni, ma anche più recentemente al referendum costituzionale o nelle principali città italiane". Il nodo è proprio qui. "Oggi c'è la Sicilia domani la Lombardia", dice un deputato lombardo di Ap. Sulle Regionali interviene anche Nico Stumpo (Mdp): "La coalizione in Sicilia deve essere improntata alla discontinuità e legata al modello Palermo", afferma. Per questo Maurizio Lupi e Roberto Formigoni sono molto scettici sull'accordo con i dem. L'unico modo che Alfano ha per uscire dall'impasse è imporre un suo candidato sull'isola.


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