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L'inchiesta è stata condotta dalla Guardia di finanza di Cagliari.

Dopo l'operazione del marzo scorso e il conseguente oscuramento di 15 portali, utilizzati per ottenere l'accesso ai contenuti di Sky e Mediaset, si erano riorganizzati e avevano aperto altri nove portali e una piattaforma telematica per continuare a vedere, illegalmente, gli accessi alle tv a pagamento. Idati scambiati mediante l'utilizzo di ben 89 server sono risultati pari a 178 terabyte (quasi 180.000 gigabyte) con un'offerta di prodotti televisivi ampia e variegata spaziante dallo sport al cinema passando per l'entertainment ed i contenuti per i piu' piccoli. Un servizio full optional messo al tappeto dalle indagini iniziate nel mese di settembre 2016 e coordinate dal Sostituto Procuratore della Repubblica presso il tribunale di Cagliari dott. Giangiacomo Pilia, è stata lunga e laboriosa e ha visto anche la collaborazione delle unità anti piracy di Sky e Mediaset. Queste ultime hanno reso possibile l'identificazione dei siti Internet responsabili grazie al supporto della digital content protection e della firma presente nei propri video.

C'è anche un uomo residente nel Maceratese tra i due indagati per aver venduto canali Sky e Mediaset pirata. Tale processo di ricerca, qualificazione e selezione e' stato perseguito circoscrivendo i cluster di informazioni di reale interesse ed inerenza rispetto al contesto oggetto delle indagini (nickname ed indirizzi ip maggiormente ricorrenti).

Sono stati, così, sequestrati personal computer, decoders, tessere Sky, un tvbox, carte ricaricabili poste pay, uno smartphone, un router, un tv encoder, una tv kplus. I due indagati sono accusati di violazione delle leggi sul diritto d'autore, frode informatica e contraffazione.


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