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Il presidente nazionale di Arcigay, la direttrice di A Buon Diritto e tre attivisti di Antigone sono stati posti in stato di fermo dalle autorità russe.

Il fermo amministrativo è scoccato martedì pomeriggio a Nižnij Novgorod, mentre partecipava a una riunione privata assieme ai rappresentanti di altre associazioni attive nel campo dei diritti civili per i detenuti e non solo: "Antigone" e "A buon diritto".

"I cinque si trovavano a Ninzhny Novogorod - avevano sapere dall'associazione - presso la sede dell'ONG russa "Committee Against Torture". Il gruppo infatti avrebbe svolto un'attività vietata.

Sono stati rilasciati nella notte i 5 attivisti italiani che erano stati fermati ieri in Russia. A dichiararlo sulla sua pagina Facebook Nicola Fratoianni segretario nazionale di Sinistra Italiana. "E comunque sono in un bellissimo paese". "Fin dal primo momento", si legge nella nota dell'associazione, "sono stati allertati l'ambasciata italiana in Russia e il ministero degli Esteri, che stanno lavorando con grande sollecitudine al rilascio dei cinque, cui vengono contestate mere violazioni di carattere amministrativo legate ai motivi della presenza in Russia". "Tutti - conclude Antigone - hanno libertà di comunicazione e sono stati trattati finora in modo rispettoso". Sentiti telefonicamente ci dicono che ora la situazione è in corso di risoluzione.

La Farnesina ha confermato di seguire la vicenda e di essersi già attivata insieme al Consolato generale a Mosca per seguire da vicino la vicenda, a stretto contatto con le autorità locali sperando che tutto possa concludersi positivamente e a breve. "Attualmente sono trattenuti in una caserma delle forze dell'ordine russe".

"Amici - aveva scritto Miravalle alcuni minuti fa sul suo profilo Facebook - qualsiasi cosa leggiate in questi minuti sappiate che stiamo bene".


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