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Durante la visita del Papa a Bozzolo si è avuto uno scambio di doni: il Pontefice ha portato alla parrocchia di San Pietro un calice; a Francesco è stata invece affidata una donazione per i poveri e alcuni libri di e su Mazzolari. Il fiume, la cascina e la pianura, le tre immagini scelte da Francesco per ripercorrerne l'attualità del messaggio, in un discorso molto ampio e ricco di citazioni del sacerdote della "Bassa": il fiume, la cascina e la pianura.

Papa Francesco ricorda "Lettera a una professoressa", ricorda il suo appello alla responsabilità, che riguarda giovani e adulti, "chiamati a vivere la libertà di coscienza in modo autentico, come ricerca del vero, del bello e del bene, pronti a pagare il prezzo che ciò comporta, e questo senza compromessi". "Sarà un segno di come i preti di oggi si sentono vicini all'esperienza di don Lorenzo Milani e lo considerano una delle figure più significative della storia del nostro presbiterio". E c'è una bella differenza.

Quando arriva a Barbiana, Francesco usa subito la parola "dignità" per far capire il senso e la portata della buona battaglia condotta da don Lorenzo.

"Ridare la parola ai poveri perché senza parola non c'è dignità. Ed è la parola che potrà aprire la strada alla piena cittadinanza nella società, mediante il lavoro, e alla piena appartenenza alla Chiesa, con una fede consapevole". "Di quella umanizzazione che rivendichiamo per ogni persona su questa terra, accanto al pane, alla casa, al lavoro, alla famiglia, fa parte anche il possesso della parola come strumento di libertà e di fraternità". Accompagnato dall'arcivescovo Giuseppe Betori Francesco osserva pochi minuti, poi passa nella stanza a fianco, la cucina di don Lorenzo, anche quella rimasta com'era ai tempi del priore, col tavolo con la cerata, il lavandino di graniglia, il camino annerito.

Quello di oggi - spiega il Cardinale - è un evento che non vuole cercare in don Milani "un esempio da imitare", ma piuttosto serve a comprendere "le ragioni per cui non fu compreso". "E senza compromessi", aggiunge a braccio.

"Con la mia presenza a Barbiana, con la preghiera sulla tomba di don Lorenzo Milani penso di dare risposta a quanto auspicava sua madre: 'Mi preme - diceva - soprattutto che si conosca il prete, che si sappia la verità, che si renda onore alla Chiesa anche per quello che lui è stato nella Chiesa e che la Chiesa renda onore a lui... quella Chiesa che lo ha fatto tanto soffrire ma che gli ha dato il sacerdozio, e la forza di quella fede che resta, per me, il mistero più profondo di mio figlio'". E conclude: "Il prete "trasparente e duro come un diamante" continua a trasmettere la luce di Dio sul cammino della Chiesa". "Prendete la fiaccola e portatela avanti", la consegna a braccio del Papa da Barbiana.


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