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La donna era stata obbligata dal marito a recarsi da "Mamma Ebe", interrompendo da un lato le proprie cure di medicina tradizionale, e dall'altro ad intraprendere delle cure della santona, consistenti nell'applicazione sul ventre di una pomata con la quale la donna avrebbe risolto i suoi problemi di infertilita'.

Dopo continui trattamenti infruttuosi, la donna si è separata dal marito che insisteva ancora per la cura e ha denunciato tutto alla polizia. La sostanza cremosa, di colore arancione, che la santona le applicava sin da subito infatti le aveva provocato una perdurante forma di irritazione cutanea e delle lesioni sul basso ventre. Questo è quanto ha appurato la polizia di Forlì-Cesena, che si è attivata dopo la denuncia. Al termine delle attività d'indagine, "Mamma Ebe" è stata denunciata per il reato di esercizio abusivo della professione e l'ex marito della donna per il reato di maltrattamenti. L'attività era stata troncata nel 2010 dagli arresti eseguiti dai carabinieri di Quarrata. Le prime promesse di guarigioni "miracolose" della donna, all'anagrafe Gigliola Ebe Giorgini, soprannominata la santona di Carpineta, in passato "fondatrice" dell'Ordine di Gesù Misericordioso (mai riconosciuto), risalgono agli anni 80: un 'attività, nonostante accuse, arresti e tribunali, che è continuata ad andare avanti sino ad oggi, con incontri su appuntamento. Quella pomata si è rivelata essere adatta per dolori nevralgici e lombari, niente a che vedere con gli organi riproduttivi, e non doveva essere applicata su pelle già infiammata. La vittima ha raccontato inoltre che gli adepti di Mamma Ebe erano numerosi, così come accertato dagli stessi poliziotti nel corso di un controllo domiciliare.


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