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Insomma, una tragedia che ha colpito una ragazza giovanissima e una posizione piuttosto delicata per l'istruttore.

Martedì 27 giugno un tribunale spagnolo ha stabilito che il livello mediocre d'inglese di un istruttore di bungee jumping possa aver provocato la morte di una ragazza olandese di 17 anni, la quale si è gettata da un viadotto senza essere adeguatamente legata a una corda. Il suo istruttore le ha detto: "Non saltare", ma la sua pronuncia era così cattiva che l'adolescente ha confuso il comando, si è gettata in un volo mortale. Il salto termina in tragedia e Vera muore sul colpo. L'uomo avrebbe infatti intimato a Vera di non saltare ancora, esclamando "no jump".

Secondo le normative spagnole, peraltro, il ponte non avrebbe dovuto essere usato per il bungee jumping. Avrebbe poi dovuto esprimersi correttamente con "don't jump".

Vera Mol, questo il nome della giovane vittima, era pronta in piattaforma di lancio sul ponte di Cabezon de la Sal in Cantabria, era imbragata ma non aveva ancora le funi di ancoraggio alla gabbia collegata al cavo elastico, aveva sì una corda attaccata, forse più di una, ma non era legata alle corde di sicurezza.

Il fatto è avvenuto nel 2015 sul ponte di Cabezon de la Sal in Cantabria, nella Spagna settentrionale. Andando letteralmente incontro alla morte.

La vicenda risale a due anni fa ma è venuta alla ribalta solo ora a causa del processo intentato a carico dell'istruttore, chiamato a rispondere della morte della 17enne davanti al tribunale spagnolo. Il bungee jumping è vietato dalle legge nel punto in cui era stato organizzato l'evento e nessuno si è preoccupato di controllare l'età della ragazza, che in quanto minorenne non poteva partecipare senza il consenso scritto dei genitori.

Tuttavia via questa non sarebbe l'unica responsabilità dell'istruttore al vaglio della Corte.


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