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Una bambina di nove anni è morta a Roma a causa delle conseguenze del morbillo.

Le cause del decesso sarebbero da ricondurre alle conseguenze del morbillo, stando elle indiscrezioni che stanno emergendo in queste ore. La piccola era affetta da una malattia genetica, la cromosomopatia, ed era ricoverata dal 19 aprile. "Molti bambini fragili per vari timori non vengono vaccinati - continua Villani - ma in realtà soltanto in rari casi di immunodeficienza il vaccino è sconsigliato: bambini oncologici, con patologie intestinali come Crohn o rettocolite ulcerosa, trattate con terapia immunosoppressiva, o altre malattie trattate allo stesso modo, quindi patologie reumatiche, asma grave, trapiantati". La piccola era nata nel febbraio 2008 e soffriva di cromosopatia, una malattia genetica che non era comunque incompatibile con le vaccinazioni per questa malattia. Il 26 aprile la diagnosi è stata confermata, ma le complicanze erano già troppo gravi: la bimba si è spenta il 28 aprile in ospedale. Le complicanze riportate dalla piccola, che hanno portato alla morte, sono polmonite e insufficienza respiratoria. Dal 1 gennaio 2017 a oggi al Bambino Gesù si sono registrati oltre 70 ricoveri per morbillo. "Era in una condizione di estrema fragilità - spiega Alberto Villani, primario di Pediatria all'ospedale pediatrico romano e presidente della Sip, la società italiana di Pediatria - ma se non avesse preso il morbillo forse non sarebbe morta".

La bambina "avrebbe potuto essere vaccinata e avrebbe potuto salvarsi se lo fosse stata". Quest'ultima è riportata anche come causa del decesso. "La piccola si sarebbe potuta salvare se fosse stata immunizzata contro il morbillo". In casi di patologie complesse come quella della bimba di 9 anni, si è soliti vaccinare di meno i bambini coinvolti, sebbene il loro rischio di contrarre malattie sia decisamente più elevato, ovvero 4-5 volte maggiore rispetto ad un bambino sano.

Fondamentale, avverte Ricciardi, "è dunque un richiamo a tutti i medici perché vaccinino i bambini a rischio. Ci sono patologie in presenza delle quali le vaccinazioni non sono possibili in quanto il sistema immunitario è compromesso, ma in altre patologie, come quelle genetiche - rileva Ricciardi - vaccinare è ancora più importante".

Il caso della bambina di Roma va ad aggiungersi a quello del piccolo paziente malato di leucemia che è morto a Monza perché contagiato dal morbillo.


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