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Il braccio di ferro tra Russia e Stati Uniti sulla Siria non si limita alle parole. Adrian Rankine-Galloway, portavoce del dipartimento della Difesa, ha detto che gli aerei della coalizione continueranno a condurre "operazioni in tutta la Siria contro le forze dell'Isis e fornendo sostegno aereo ai partner della coalizione che si trovano sul terreno". Quindi l'avvertimento: "Qualunque oggetto aereo, inclusi i jet e i droni della coalizione internazionale, identificato a ovest dell'Eufrate sarà seguito dai mezzi antiaerei russi, sia terrestri sia aerei, come bersaglio aereo nelle aree in cui l'aviazione russa è in missione di combattimento nei cieli siriani". Lo afferma il comando generale siriano.

"Da oggi - precisano i russi - termina la cooperazione con la parte americana nelle operazioni in Siria". La Russia "esorta" gli Stati Uniti a "rispettare la sovranità e l'integrità territoriale della Siria" e chiede a "tutti" di evitare "azioni unilaterali". E' la prima volta in Siria che gli americani distruggono un aereo di Damasco che bombardava i combattenti della coalizione e la cosa ha scatenato le reazioni del regime e del Cremlino. "Numerose azioni belliche dell'aviazione americana presentate come 'lotta al terrorismo' contro le forze armate legittime di un paese membro dell'Onu - concludono da Mosca - è una brusca violazione del diritto internazionale e difatti un'aggressione bellica nei confronti della repubblica araba siriana". I contatti tra la coalizione internazionale e la Russia erano già stati sospesi ad aprile, all'indomani dell'attacco alla base di Shayrat ed erano ripresi il mese scorso.

Questa evoluzione del conflitto ha costretto Washington a cercare di ritagliarsi una zona franca sotto il proprio controllo in territorio siriano, in modo da garantirsi una maggiore presenza nel paese per intervenire sulle vicende della guerra e per assistere in maniera diretta le forze dell'opposizione.

Diventa sempre più uno scacchiere delicato e pericoloso la Siria, dove alla guerra comune contro l'Isis si aggiungono anche le tensioni sempre più forti tra le milizie di Assad e i ribelli del regime che sono fiancheggiati anche dai curdi.

Continua l'escalation in Siria.

Il governo di Teheran, cioè, ha mostrato di essere pronto e in grado di rispondere a qualsiasi provocazione dovesse derivare dal deterioramento degli scenari mediorientali, a cominciare da un possibile allargamento della guerra in Siria.


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