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Marco Lillo, giornalista de "Il Fatto Quotidiano" e autore degli scoop della Consip, difende a spada tratta il pubblico ministero Henry John Woodcock e la giornalista Federica Sciarelli, accusando la Procura di Roma di aver preso un grosso granchio, e sul sito scrive che non si è mai messo in contatto né con la conduttrice della Rai né con Henry John Woodcock per scrivere di Consip.

E' indagata anche la giornalista Federica Sciarelli, del noto programma "Chi l'ha visto", e le è stato anche sequestrato il cellulare.

Gli atti relativi al procedimento sono stati trasmessi dalla Procura di Roma al Csm e sono stati subito secretati. In particolare il filone delle indagini sulla fuga di notizie che portò all'iscrizione sul registro degli indagati del generale Del Sette, comandante generale dell'Arma dei carabinieri, del generale Saltalamacchia, numero uno dei carabinieri della Toscana e del ministro dello Sport, Luca Lotti. Questa l'accusa nei confronti del pubblico ministero Henry John Woodcock. E all'Ansa, ieri pomeriggio, Woodcock ha dichiarato: "Ho appreso di essere indagato per il reato di rivelazione di segreto di ufficio. Non nego di essere amareggiato: la mia attività è stata sempre ispirata dall'intento di perseguire la giustizia". La giornalista si difende dicendo: "Non posso aver rivelato nulla a nessuno semplicemente perché Woodcock non mi svela nulla delle sue inchieste, tantomeno ciò che è coperto da segreto".

Il magistrato anglo-italiano, in servizio alla procura di Napoli, ha avviato per primo l'inchiesta sulla centrale di acquisto della pubblica amministrazione poi passata per competenza alla procura di Roma.

"Il mio assistito è sereno e pronto a spiegare tutto quanto è stato fatto". Certamente la notizia dell'indagine su Woodcock non può che fare piacere a Renzi che proprio al magistrato ha spesso rivolto critiche sia in veste di premier che di segretario del partito.


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