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Arresti e sequestro di beni da 280 milioni di euro a Roma tra cui bar, ristoranti, pizzerie e sale slot.

In manette sono finite persone accusate di appartenere a due distinte associazioni per delinquere finalizzate all'estorsione, l'usura, il riciclaggio, l'impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita, e il fraudolento trasferimento di beni o valori.

I carabinieri del Comando Provinciale di Roma stanno mettendo letteralmente sottosopra bar, ristoranti, pizzerie e sale slot, dando seguito a un'ordinanza cautelare nei confronti dei circa 23 indagati emessa dal gip di Roma su richiesta della locale DDA. Parte di una grande operazione denominata Babylonia nata da un'indagine dei carabinieri del Nucleo investigativo del comando provinciale di Roma.

Decine le perquisizioni tuttora in corso, fanno sapere in una nota i carabinieri. Oltre ad essi sono stati sequestrati anche il bar "Mizzica" di via Catanzaro e di piazza Acilia, risultati acquistati recentemente da uno dei due gruppi criminali sgominati con l'operazione, e il locale "Macao" di via del Gazometro, molto frequentato dalla movida romana.

A fare da "cerniera" tra le due organizzazioni un imprenditore ritenuto la "figura chiave". Da quel momento, lui ha saputo costruire un impero creando attorno a sé un'articolata organizzazione criminale dedita al riciclaggio e al consequenziale reimpiego dei proventi illeciti.

Sulla base della misura cautelare e sussistendo un'accertata netta sproporzione tra il reddito dichiarato e l'effettiva consistenza patrimoniale, come acclarata nel corso delle investigazioni condotte dai Carabinieri e dalla Guardia di Finanza, la Procura della Repubblica di Roma e la DDA hanno chiesto l'applicazione di una misura di prevenzione patrimoniale a carico di Gaetano Vitagliano, Andrea Scanzani e Giuseppe Cellamare ottenendo dal Tribunale di Roma-Sezione Misure di Prevenzione, l'emissione di un provvedimento di sequestro dei beni.


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